Via Bassini, scontro Sala-Verdi sugli alberi: «Chieda scusa», «chiedano scusa loro agli italiani»

Polemica tra il sindaco Sala (che difende l'abbattimento) e la milanese Elena Grandi, co-portavoce nazionale dei Verdi

Un momento della manifestazione (foto Fridays For Future)

Sulla vicenda del Parco Bassini, con gli alberi in via di abbattimento da parte del Politecnico di Milano che vorrebbe realizzarvi nuovi edifici per il Dipartimento di Chimica, è scoppiata una polemica molto forte tra il sindaco Beppe Sala e i Verdi, che fanno parte della maggioranza di centrosinistra e che, proprio a gennaio, rientrano in consiglio comunale dopo nove anni con Enrico Fedrighini che prende il posto di Paolo Limonta, neo assessore all'edilizia scolastica.

La polemica è iniziata con le dichiarazioni di Elena Grandi, co-portavoce nazionale dei Verdi e vice presidente del Municipio 1 di Milano, che annunciando la manifestazione in piazza della Scala di giovedì 9 gennaio ha affermato: «Sala si affacci al balcone di Palazzo Marino e chieda scusa: se l'ha fatto un Papa, può farlo anche lui». Il sindaco, però, proprio giovedì, in aula del consiglio comunale, ha difeso l'operazione dell'abbattimento degli alberi: «L'iniziativa del Politecnico aiuterà a far diventare Milano ancora più grande, e non si può definire una vergogna quanto voluto dall'ateneo».

E non ha preso bene la richiesta di scuse di Elena Grandi: «Da rappresentanti del mondo politico verde - ha affermato - ho sentito accuse e richieste di mie scuse. Penso che loro dovrebbero scusarsi con gli italiani perché sono riusciti a raccogliere a malapena il 2% del consenso mentre in altri Paesi d’Europa sono arrivati anche al 15%, perché un ambientalismo che è solo del 'no' e della rigidità porta a queste cose. I Verdi in Italia oggi non possono vantarsi di niente perché non hanno mai raggiunto capacità di avere una forza negoziale. Essere i paladini di battaglie che non sono contestualizzate non paga. A me sta a cuore la questione ambientale vissuta in modo diverso da come è stata vissuta in Italia». 

Di lì a poco è arrivata la contro-replica di Elena Grandi: «E' inutile - ha risposto - che per difendersi si sposti l'oggetto della discussione. Credo che le scuse debbano venire dall’amministrazione di questa città. Devono scusarsi dato che il sindaco continua a dire che siamo in emergenza climatica ambientale, ma alle dichiarazioni devono seguire i fatti. Noi dobbiamo tutelare la nostra città, smetterla di cementificare e pensare davvero in modo più sostenibile».

La vicenda degli alberi di via Bassini

Gli alberi che saranno sacrificati in via Bassini tengono "banco" da fine novembre; da quando, cioè, un gruppo di ricercatori del Politecnico, affiancato da alcuni residenti, s'è accorto che il progetto del nuovo Dipartimento di Chimica prevedeva appunto l'abbattimento delle piante. Dopo alcuni blitz in cantiere, il tema è finito a Palazzo Marino con una speciale commissione (presieduta dal consigliere ambientalista del Pd Carlo Monguzzi) a cui è stato invitato anche il Politecnico.

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Il 2 gennaio 2020, in sordina, è iniziato il lavoro di abbattimento con la polizia schierata a difesa del cantiere e residenti e ricercatori a contestare l'opera. I residenti e i ricercatori mettono in evidenza soprattutto la presunta incoerenza di una giunta cittadina che da una parte promuove politiche "green" tra cui, peraltro, proprio la piantumazione di nuovi alberi in tutta la Città Metropolitana e, dall'altra parte, avalla l'abbattimento di alberi che di fatto si erano trasformati nel tempo in un parchetto ad uso pubblico.

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