Ascoltate le "preghiere" dei bambini: resta al suo posto (per ora) l'asilo che era sotto sfratto

Il condominio che ospita l'asilo la "Locomotiva di Momo" propone un accordo di pace. I fatti

La "locomotiva" non si ferma. Di nuovo. Sembra essere al sicuro il futuro della "Locomotiva di Momo", l'asilo di via Anfossi 36 che rischiava di essere sfrattato dopo che una sentenza della Corte d’Appello che aveva equiparato l'istituto ad una scuola di musica, canto e ballo, che sono espressamente vietate dal condominio che ospita i cento bimbi di "Momo". 

Martedì mattina, durante l'udienza nella quale si discuteva il ricorso dei titolari dell'asilo, il condominio ha presentato una proposta che permetterebbe all'asilo di restare al suo posto fino all'estate del 2023 in attesa della decisione definitiva della corte di Cassazione. 

Le letterine dei bimbi per salvare il loro asilo

"Momo", come avevano chiesto i bimbi durante il loro flash mob per i diritti, dovrebbe quindi essere salvo, come era già successo una prima volta a luglio 2016 dopo un primo scontro legale con il condominio. La Corte d'Appello, stando a quanto appreso, ha fissato per il 19 marzo prossimo la nuova udienza, mentre i legali dell'asilo stanno valutando se accettare o meno l'accordo.

"Mi auguro che la proposta del condominio sia davvero una proposta di pace, mirata a quella convivenza rispettosa che abbiamo sempre cercato - ha commentato Cinzia D'Alessandro, direttrice della Locomotiva di Momo -. In queste ore la stiamo valutando insieme ai nostri legali poiché purtroppo siamo stati scottati dalle numerose vessazioni ricevute in questi anni. È anche vero che essendosi allargata la questione a riflessioni più ampie, condivise da e con l'amministrazione e con le istituzioni di ogni bandiera, è lecito sperare che abbiano prevalso i condomini di buon sentimento civico".

La lunga storia tra Momo e il condominio

L'accordo "di pace" è soltanto l'ultima tappa di una storia - quella tra l'asilo e il condominio - che va avanti ormai da anni. Già a maggio del 2016, in primo grado, i condomini avevano vinto la battaglia legale perché l'asilo era stato accusato di aver effettuato un cambio di destinazione d'uso non conenstito. A luglio, però, - dopo una protesta silenziosa dei bambini - l'avvocato dell'asilo, Felice Soldano, aveva ottenuto una prima vittoria, con la sospensiva della sentenza e dello sfratto

Il 31 luglio 2018, data della sentenza di secondo grado, per i piccoli in tribunale era però arrivata un'altra sconfitta. I giudici d'Appello avevano infatti riconosciuto che non c'era stato nessun cambio di destinazione d'uso, ma avevano decretato la chiusura dell'istituto perché - questa la motivazione - "rientra tra quelle specificatamente vietate dal regolamento condominiale".

L'asilo - questa era stata la teoria dei giudici - è "una scuola ove si pratica notoriamente anche musica e canto", una pratica che andrebbe contro il regolamento condominiale che sancisce che "è vietato destinare gli alloggi a scuole di musica, canto e ballo e pensioni".

Anche questa seconda sentenza è stata però momentaneamente sospesa. Poi sono arrivati il flash mob, con tanto di rap del maestro rapper "Benvenuti a Milagno", e le letterine dei bimbi per chiedere diritti. Per ora hanno vinto loro. 

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