Biglietto Atm, il Comune tira dritto con l'aumento a 2 euro: "Lo facciamo da aprile"

L'intenzione di Palazzo Marino è quella di proseguire con l'aumento attraverso un voto all'Autorità di Bacino del trasporto pubblico locale

Il Comune di Milano è intenzionato a procedere comunque sulla strada dell'aumento a 2 euro del biglietto ordinario urbano Atm e dell'integrazione tariffaria con l'hinterland ad aprile 2019. La polemica con la Regione Lombardia, a guida centrodestra, è stata fortissima. Il manico del coltello sembrava in mano alla Regione, che deve dare il via libera. Secondo il Pirellone, non è ancora stato dato. Secondo Palazzo Marino sì, nella delibera del 19 dicembre 2018 con il parere favorevole alla riorganizzazione del sistema dei trasporti.

Video: Sala spiega ai milanesi l'aumento

Secondo i calcoli del Comune di Milano, l'aumento del biglietto da 1,50 a 2 euro non andrebbe, alla fine, a pesare sulle tasche delle famiglie e di chi normalmente usa i mezzi pubblici, grazie all'abbonamento annuale invariato. Si introdurrebbero poi agevolazioni oggi non presenti come la gratuità per gli under 14. E infine, per molti milanesi "di cintura" i mezzi pubblici costeranno meno di adesso, proprio grazie all'integrazione tariffaria. "Dobbiamo dare una risposta non solo ai quasi 1,5 milioni di abitanti del territorio comunale, ma anche ai 4 milioni dell'area metropolitana", ha spiegato l'assessore alla mobilità Marco Granelli. 

Ma quanto costa il trasporto pubblico a Milano? Il servizio di metrò, bus e tram di Atm, nel 2018, è costato 825,8 milioni di euro, compresi 62,5 milioni di canone per la costruzione della linea M55. Dalla Regione e dal governo sono arrivati 275 milioni, -6% rispetto al 2011, mentre i titoli di viaggio (biglietti e abbonamenti) hanno contribuito con 403 milioni.

Risultato matematico: il deficit del trasporto pubblico, secondo la giunta, è di 140 milioni, ma diventerà di 171 milioni nel 2019 con le opere già in corso. Di conseguenza il Comune vuole correre ai ripari, evitando di penalizzare gli utenti abituali e andando a colpire soprattutto i viaggiatori occasionali come i turisti o i businessmen.

Il centrodestra non ci sta. Gianluca Comazzi, consigliere comunale e regionale di Forza Italia, avverte della possibilità di un ricorso alla Corte dei Conti per lo stanziamento, nel bilancio preventivo, della cifra di 50 milioni di entrate "senza nemmeno sapere di poterlo attuare". E Fabrizio De Pasquale, sempre di Forza Italia, aggiunge che "anche noi vogliamo una tariffa unica per l'area metropolitana ma non l'aumento del 33% del prezzo del biglietto, che disincentiva l'uso del mezzo pubblico".

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Il prossimo passaggio sarà, formalmente, l'assemblea dei soci dell'Agenzia di Bacino del trasporto pubblico locale per votare il sistema tariffario: servono i due terzi di favorevoli. Il Comune è socio al 50%, Città Metropolitana al 12,2%. Gli altri soci sono i Comuni di Monza (3,4%), Lodi (2,4%) e Pavia (6,2%), le province di Monza-Brianza (7,3%), Lodi (2,4%) e Pavia (6,2%) ed infine Regione Lombardia (10%). Come si vede, Sala e Granelli dovrebbero facilmente raggiungere i due terzi necessari.

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