Modella morta avvelenata, Berlusconi: "Mai conosciuta Imane Fadil e le sue dichiarazioni sono assurde"

Imane aveva metalli sospetti nel sangue per i medici che hanno eseguito gli esami

Non ho mai conosciuto Imane Fadil, né le ho mai parlato". Silvio Berlusconi commenta così la morte a Milano della modella Imane Fadil, una delle testimoni del processo del caso Ruby.

Il commento arriva mentre il leader di Forza Italia si trova nel castello federiciano di Melfi, in provincia di Potenza. Berlusconi è in Basilicata in tour elettorale in vista delle prossime elezioni regionali di domenica prossima.

"Spiace sempre che muoia qualcuno di giovane. Quello che ho letto delle sue dichiarazioni mi ha sempre fatto pensare che possano essere tutte cose inventate e assurde".

Chi è Imane Fadil

Imane Fadil, è una ex modella 33enne di origini marocchine. Imane, definita una testimone chiave nell'inchiesta sul caso Ruby, è morta il primo Marzo all'ospedale Humanitas di Rozzano. Aveva metalli sospetti nel sangue per i medici che hanno eseguito gli esami tossicologici disposti lo scorso 26 febbraio ed effettuati in un centro specializzato di Pavia.

Fonti qualificate, spiegano che la donna sarebbe stata esposta a sostanze che non si trovano in commercio, in quantità tale da escludere una contaminazione accidentale. Sostanze però, chiarisce ancora l'Ansa, diverse dal polonio, una sostanza radioattiva con cui venne contaminato a Londra nel 2006 l’ex agente russo Aleksandr Litvinenko.

Il caso Ruby si tinge ancora una volta di giallo. Poche settimane fa l'ex avvocato di Ruby, il sessantenne Egidio Verzini, era morto con un suicidio assistito in una clinica svizzera dopo che - il 4 dicembre 2018 - aveva parlato pubblicamente di un presunto versamento totale di 5 milioni connesso al caso.

Imane Fadil uccisa da sostanze radioattive?

La 33enne, che aveva chiesto di esser parte civile nel processo Ruby Ter che vede tra gli imputati l'ex premier Silvio Berlusconi, potrebbe essere stata avvelenata. Era stata proprio la stessa modella a denunciarlo sia al suo avvocato che al fratello. 

"Mi hanno avvelenato", sono queste le parole che Imane Fadil avrebbe rivolto al telefono sia al fratello che all'avvocato durante il lungo ricovero all'ospedale Humanitas di Milano. Una permanenza iniziata il 29 gennaio.

A gennaio scorso Fadil, con le altre due testimoni Ambra Battilana e Chiara Danese, era stata esclusa dal tribunale dalle parti civili. Imane stava anche scrivendo un libro: la procura avrebbe acquisito le bozze per capire cosa vi sia scritto.

Secondo il procuratore capo di Milano Francesco Greco il brogliaccio del libro non contiene elementi utili per spiegare il suo decesso.

I primi risultati: negativa ai test sui veleni più comuni

E' risultata negativa anche ai test sui veleni più comuni, in particolare l'arsenico. E' quanto risulta dalle cartelle cliniche ora in mano alla Procura di Milano che indaga per omicidio volontario. Cartelle da cui emerge che la modella non aveva nemmeno la leptospirosi. Le analisi nel primo caso sono state svolte dal Centro Antiveleni di Niguarda e nel secondo dalla stessa Humanitas.

Imane Fadil e le cene eleganti ad Arcore

Imane in Tribunale nel 2012, raccontò ciò che aveva visto ad Arcore precisando di non essere stata mai toccata da nessuno, ma di aver partecipato alle cene eleganti dell'ex premier. Aveva dichiarato di aver dato consigli a Silvio Berlusconi su come ricevere Gheddafi in Italia quando il Cavaliere era presidente del Consiglio e su come gestire la squadra del Milan. Diceva sempre che ad Arcore c’era andata perché voleva dimostrare a Silvio Berlusconi di essere in grado di fare la giornalista sportiva televisiva. Ma da quando era stata coinvolta mediaticamente nei vari processi Ruby, Imane non aveva più lavorato né come modella e men che meno come giornalista. E per questo aveva chiesto al tribunale di essere riconosciuta come parte civile.

Morte Imane Fadil, le ultime notizie

"È una vicenda inquietante" commenta Paolo Guzzanti, ex presidente della Commissione parlamentare Mitrokhin. "Allo stato ci si può solo chiedere 'cui prodest', a chi giova questa situazione, uno scenario che potrebbe influire sull'immagine di Berlusconi, anche se non ce lo vedo proprio, nella maniera più assoluta, a ordinare una cosa del genere".

Nell'aprile del 2016 dal gup di Milano divise il processo principale in 'filoni', trasferendo gli atti a sette diverse procure per competenza territoriale. Silvio Berlusconi è già processo a Milano con altri 23 imputati nel filone principale con l'accusa di aver corrotto le cosiddette "olgettine" e gli altri ospiti delle serate di Arcore per spingerli a rendere dichiarazioni false o reticenti durante le loro testimonianze rese nelle aule dei processi Ruby (che lo vedeva imputato per concussione e prostituzione minorile e che si è chiuso con la sua assoluzione definitiva in Cassazione) e Ruby-bis.

Il 30 novembre scorso Berlusconi era stato rinviato a giudizio dal Gup del tribunale di Siena Roberta Malavasi con l'accusa di corruzione in atti giudiziari nell'ambito del processo Ruby ter. Nella città toscana si sarebbe consumato il reato di cui Berlusconi dovrà rispondere in aula. Secondo l'accusa l'ex presidente del consiglio avrebbe pagato il pianista delle feste di Arcore, Danilio Mariani, per indurlo a una testimonianza "di comodo" sul caso 'olgettine'.

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