Liceo Brera, biblioteca aperta poche ore al giorno: le precisazioni della dirigente scolastica

Riceviamo e pubblichiamo le precisazioni della professoressa Emilia Ametrano sul caso della biblioteca del Brera. Ma confermiamo alcune nostre informazioni

Il Liceo Brera (via Papa Gregorio)

Si riapre il caso della biblioteca scolastica del Liceo artistico Brera, succursale di via Papa Gregorio, di cui abbiamo parlato il 17 ottobre. Una biblioteca che sta vivendo da tempo una "odissea" tra orari ristretti di apertura, difficoltà nel chiedere in prestito o consultare libri, un bando per biblioteche innovative del Miur a cui la scuola ha partecipato. Sul punto la dirigente scolastica Emilia Ametrano ha scritto a MilanoToday chiedendo la pubblicazione di una rettifica, di cui riportiamo un ampio ed esaustivo stralcio.

La professoressa Ametrano inizia la sua missiva rilevando «il ripetersi della pubblicazione di articoli che continuano a denigrare il Liceo Brera in maniera strumentale e al solo scopo di diffamare la scrivente dirigente scolastica e quanti vi lavorano quotidianamente».

Le precisazioni del liceo Brera

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«La consultazione di materiale iconografico, così come i vocabolari di italiano e lingua straniera, non sono mai stati negati né limitati durante gli ultimi due esami di Stato, anzi ogni membro delle commissioni poteva liberamente accedere in biblioteca per il prelievo di detto materiale. La biblioteca non è formalmente aperta 9 ore settimanali, poiché l'orario di quest'anno scolastico è ancora da definirsi, mentre l'articlo fa riferimento, criticandolo, all'orario dello scorso anno scolastico 2017/2018. Tale fatto rende impossibile l'affermazione per cui vi sia per quest'anno un netto miglioramento».

«Se ai ragazzi "per ovvi motivi non è permesso assentarsi dalla lezione per recarsi in biblioteca" c'è da chiedersi come poco dopo si affermi che "i ragazzi potrebbero recarvisi durante le ore di lezione durante lavori in classe di pittura o scultura", come se questi insegnamenti costituissero "materie minori" e non i fulcri dei nostri indirizzi tematici. Ogni biblioteca, dalla più piccola alla più grande, possiede un orario di apertura senza peraltro accontentare tutti; l'orario viene fornito non solo in funzione delle esigenze dell'utenza, ma soprattutto in funzione delle disponibilità, dei costi e del tipo di servizio che si intende offrire».

«(..) Ai ragazzi, in caso di richiesta o necessità, è stato sempre consentito assentarsi dall'aula per accedere alla biblioteca, poiché ogni docente del nostro liceo è assolutamente conscio della sua importanza. Le "fonti interne" sconosciute forse non ricordano o non hanno potuto notare come la biblioteca lo scorso anno, durante le ore previste, fosse sempre aperta, oltre a prevedere aperture straordinarie per permettere a classi intere accompagnate da docenti di fruire dello spazio per momenti di studio collettivo o per ricerca (..)».

(..)

«Non sembra proprio esserci stato un "corto circuito" con il trasferimento della docente con funzione di bibliotecaria alla sede di via Hajech, peraltro sprovvista di bibliotecaria da settembre 2017, poiché il locale è sempre stato "presidiato", e anche durante i lavori di sistemazione delle librerie i libri sono stati dati in consultazione, mantenendo il prestito all'interno della scuola. L'apertura della biblioteca è avvenuta dopo la pulizia dei locali a scopo igienico-sanitario e non è stata resa "poco fruibile" per la mancanza del prestito, ma forse perché è stato vietato l'uso del locale per scopi ricreativi come la consumazione di cibo e bevande o per lo svolgimento di attività non legate allo studio, come avveniva precedentemente, migliorandone la qualità di utilizzo».

«Durante la seconda prova scritta dell'esame di Stato, come già detto, nessuno ha vietato la consultazione dei libri, anzi ogni commissario interno ha potuto liberamente accedere alla consultazione e al ritiro di testi, senza limitazione di numero, per la fruizione durante lo svolgimento della seconda prova, come previsto dalla normativa (..)».

«Per quanto riguarda il Bando per le biblioteche innovative, il Liceo Brera ha deciso di parteciparvi solo per la sede di via Papa Gregorio (..) naturalmente tutte le innovazioni, i differenti apporti, le soluzioni di digital lending previste e di information literacy che avverranno, avranno ricaduta su entrambe le sedi del Liceo (..)».

«Il lavoro di ricatalogazione, invece, si è reso necessario perché la catalogazione dei testi, ferma al 2014, era stata eseguita nel tempo con quattro modalità differenti, a seconda dei bibliotecari che si sono avvicendati nel corso degli anni, e non ne è stata reperita traccia informatica. La catalogazione digitalizzata in atto non è stata affidata ad alcuna agenzia esterna, poiché le aziende, e non agenzie, che vendono piattaforme di catalogazione e prestito librario non si occupano di catalogare i testi contenuti nelle biblioteche, ma è il bibliotecario stesso che deve possedere le competenze per utilizzare la piattaforma, al fine di inserire tutti i dati. Il lavoro, quindi, è stato realizzato e sarà completato a breve da dcenti esperti della scuola (..)».

«Le "fonti interne" sconosciute forse ignorano che durante lo scorso anno scolastico la biblioteca ha ricevuto in dono nuove scaffalature, strumentazioni didattiche e tavoli di lettura che hanno assorbito tempo e lavoro per essere montati e sistemati, oltre a un cospicuo numero di nuovi volumi, che sono stati catalogati e collocati, donati sia da privati che dagli stessi docenti della scuola che sembrano tanto contestare la biblioteca. Si ricorda che per ricevere i 10 mila euro stanziati dal Bando si è reso necessario fornire continua documentazione richiesta da parte del Miur per sbloccare i fondi, e questa situazione ha certamente arrecato dei ritardi al completamento della nuova sistemazione, visto che solo pochi giorni fa si è ricevuta la notizia dell'accreditamento di tale somma».

(..)

Emilia Ametrano

La replica 

di Massimiliano Melley

Nessun intento di denigrare la scuola, per giunta «al solo scopo di diffamare» la dirigente scolastica. Tutt'altro. Ci siamo occupati varie volte del Brera, è vero, ma sempre per motivi di interesse generale e per fare emergere (è il ruolo della stampa) situazioni problematiche meritevoli di attenzione e soluzione per un Liceo importante per la città e altamente prestigioso.

La prima volta fu per il murale della Venere "censurato", e fummo in (ottima) compagnia di tutta la stampa cittadina. Sorse poi il caso di una studentessa affetta da diabete di tipo 1, che lamentava l'esclusione dalla gita scolastica ma anche la negazione del diritto a uscire dalla classe per autosomministrare un farmaco salvavita durante le ore di lezione di uno specifico docente. In questo caso un importante quotidiano denunciò il fatto insieme a noi. Il terzo articolo fu la testimonianza di un ex studente che aveva avuto lo stesso problema in precedenza, confortati dalla missiva che un suo medico aveva inviato alla scuola pretendendo maggiore collaborazione. Ci risulta che a qualcosa siamo serviti: a ottobre 2018 il Brera ha emanato una circolare per regolare la somministrazione dei salvavita ai minori (la ragazza però era già maggiorenne).

Infine la biblioteca di via Papa Gregorio, sulla quale prendo atto delle precisazioni della professoressa Ametrano, che possono aiutare a ristabilire dettagli di "verità" su una situazione che, vista dall'esterno e nel quadro generale, è comunque meritevole di essere segnalata per diversi aspetti. Innanzitutto ci risulta che, all'inizio dell'anno scolastico 2018/2019, un cartello affisso alla porta del locale indicasse l'apertura per 9 ore settimanali, come da noi scritto (per esempio, mercoledì 3 ore), mentre nell'anno scolastico 2017/2018 la cronologia fu la seguente: dapprima chiusa, poi - dopo una raccolta firme - aperta per 6 ore alla settimana. Da 6 a 9 ore è il 50% in più, «un netto miglioramento», ma solo sulla carta perché le testimonianze di diversi studenti ci dicono che, in realtà, al momento la biblioteca è chiusa; ed infatti il cartello con gli orari ci risulta nel frattempo tolto.  

Quando ho parlato di "corto circuito" circa la docente con funzione di bibliotecaria (e settimana di 36 ore) trasferita da Papa Gregorio a Hajech, mi riferivo esattamente a questo: una biblioteca (quella di destinazione) con una docente bibliotecaria già presente (la stessa dirigente scolastica spiega che ne sarebbe sprovvista da settembre 2017 e il trasferimento è precedente) ne ha due, l'altra biblioteca (quella di partenza) ne ha zero. Naturale che le ore di apertura diminuiscano. Ed infatti la prof. Ametrano, non smentendo l'iniziale chiusura e poi la riapertura per un'ora al giorno, cita l'apertura per 9 ore alla settimana. Che fossero 6, come risulta a noi, o 9, come afferma lei, sicuramente molto meno di 5 o 6 al giorno. 

Del resto, un giornale viene a conoscenza di questi dettagli e fatti se qualcuno non è soddisfatto di un servizio: e la sede di Papa Gregorio è frequentata da quasi mille tra studenti e docenti, a cui aggiungere le famiglie dei ragazzi e delle ragazze. E' normale che qualcuno di questi non sia soddisfatto dell'attuale chiusura della biblioteca e degli orari ridotti dell'anno scorso. Ed è normale che anche l'eccellenza possa essere stimolata a far sempre meglio.

Per quanto riguarda le prove dell'esame di Stato, abbiamo ricevuto e pubblicato informazioni sulla difficoltà di accedere ai testi durante la seconda prova; prendo atto della diversa rappresentazione che ne fa la prof. Ametrano, così come del fatto che la catalogazione digitale sia stata affidata a un gruppo di docenti e non ad aziende o agenzie esterne, e nello spirito di servizio che contraddistingue il lavoro di un organo d'informazione non posso che augurarmi che, al più presto, la biblioteca di via Papa Gregorio torni ad essere aperta per svariate ore al giorno, al fine di rispondere al meglio alle esigenze degli studenti di un Liceo Artistico (che prevedono la consultazione continua di libri d'arte, costosi e difficilmente reperibili altrove), per di più importante e prestigioso come il Brera, e anche alle esigenze del quartiere e della città, visto che il Bando per le biblioteche scolastiche innovative prevede, alla fine del progetto, l'apertura al territorio anche fuori dagli orari scolastici, per rendere questi luoghi un punto di riferimento culturale e sociale non solo per studenti e docenti ma anche per tutta la cittadinanza.

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