Cannabis terapeutica, Sì unanime del consiglio regionale per produrla in Lombardia

Oggi può essere coltivata soltanto nello Stabilimento chimico-farmaceutico pubblico di Firenze

Un'immagine del centro produttivo di Firenze (da FirenzeToday)

La Lombardia dice sì alla produzione di cannabis ad uso terapeutico sul territorio. E lo fa con il voto unanime del consiglio regionale. Martedì 4 dicembre è passata, con il consenso di tutti i gruppi politici, una mozione in tal senso presentata da Michele Usuelli (+Europa con Emma Bonino) che prevede anche una specifica formazione per i medici e una rendicontazione annuale dettagliata sui pazienti in cura.

Attualmente la cannabis terapeutica può essere prodotta esclusivamente dallo Stabilimento chimico-farmaceutico pubblico di Firenze, ma la domanda è sempre più elevata perché i medici italiani si stanno abituando a prescrivere farmaci a base di cannabis e perché diverse Regioni (tra cui la stessa Lombardia, dopo un "ostruzionismo" sul tema nella scorsa consiliatura) hanno previsto la gratuità. Tra i pazienti che possono trovare sollievo in cure a base di cannabis, i malati di tumore, Aids, spasmi muscolari, lesioni al midollo e sclerosi multipla.

La mozione di Usuelli chiede allora che la Regione aderisca al tavolo già avviato dal Comune di Milano (grazie ad una mozione presentata dal consigliere di Forza Italia Alessandro De Chirico) e dalle Università per promuovere un polo di ricerca e produzione in realtà strategiche della città, come ad esempio il Policlinico.

"Oggi ci comportiamo come terza Camera dello Stato", ha commentato Usuelli dopo il voto, "mandando a livello nazionale il messaggio che si può lavorare assieme quando i temi sono analizzati nel dettaglio. Dobbiamo rispondere a una crescente domanda da parte dei pazienti che rischiano con il sistema attuale di dover far fronte ad alti costi e rischi connessi alla necessità di reperire cannabis ad uso terapeutico in altri Paesi".

Cannabis terapeutica, +Europa: "Atto coraggioso e non scontato"

"E' vero che i posti di lavoro non si creano per decreto", ha proseguito Usuelli, "ma legiferare in termini di aumento della produzione significa dover disporre di un numero maggiore ricercatori, agronomi e altre figure professionali specializzate nella coltivazione della cannabis ad uso medico". E per Vincenzo Giannico (coordinatore del gruppo +Europa Milano), "la mozione è una grande conquista non solo per l'aspetto terapeutico per cui il mondo scientifico si è già ampiamente espresso in modo positivo, ma anche per le opportunità di crescita del settore produttivo della cannabis legale che sarà di stimolo alla nascita di nuove attività e prospettive di impiego sul territorio della Regione".

Secondo Barbara Bonvicini (presidente di Radicali Italiani) il voto alla mozione "è un atto coraggioso e non scontato del consiglio che garantisce una soluzione avanguardista al problema costante di carenza dei farmaci cannabinoidi. Dopo anni di lotta siamo riusciti a rompere un tabù che riguarda il diritto alla salute e alla scelta delle cure di migliaia di malati, costretti spesso ad interrompere la terapia o persino a rivolgersi al mercato nero a causa della difficile reperibilità della cannabis terapeutica".

Cannabis terapeutica, il Sì bipartisan

L’assessore al Welfare Giulio Gallera (Forza Italia) ha dato parere favorevole della giunta alla mozione, votata sia dalle opposizioni sia dalla maggioranza di centrodestra. "Mi attiverò al più presto perché venga avviato un tavolo di lavoro con il coinvolgimento del ministero", ha dichiarato Gallera dopo il voto.

"La Lombardia si trova nell'imbarazzo di dover importare la cannabis anche dall'estero per avere il volume necessario per rispondere alla richiesta", ha aggiunto il leghista Emanuele Monti: "La validità dell'uso della cannabis a scopo terapeutico è ormai riconosciuta e ne abbiamo prove scientifiche. La Lombardia non può quindi continuare a importare il prodotto, ma deve studiare i modi giusti per produrre la quantità di cui hanno bisogno le nostre strutture sanitarie". 

"I derivati della cannabis non sono solo farmaci di comprovata efficacia, ma la canapa è anche un'opportunità economica importante per la Regione. Attendere ulteriormente con la sperimentazione sarebbe un grave danno per i cittadini lombardi e per il sistema economico regionale", ha spiegato Luigi Piccirillo del Movimento 5 Stelle.

Soddisfazione anche dal consiglio comunale e in particolare dal forzista Alessandro De Chirico, che aveva promosso una mozione a Palazzo Marino (approvata dall'aula) per chiedere che il Comune si attivasse per produrre la cannabis a scopo terapeutico, con una prima idea di farlo al Parco Agricolo Sud.

"Ringrazio Usuelli, con cui sono stato in contatto fin dal giorno dopo l'approvazione della mia mozione scritta con il contributo di iscritti milanesi al Partito Radicale", ha scritto De Chirico in una nota: "La politica al servizio della comunità è la strada migliore. Ringrazio anche il centrodestra che governa in Regione per avere capito l'importanza di questo passaggio che sarà utile ai potenziali 21 milioni di italiani che potrebbero beneficiare di preparati cannabinodiali e rivolgo un pensiero a Rita Bernardini, coordinatrice del Pr, che rischiando il carcere da tempo svolge un'azione di disobbedienza civile per portare all'attenzione dell'opinione pubblica il tema dell'approvvigionamento di questo tipo di medicinali. Ora la decisione più importante spetta al governo", ha concluso riferendosi all'attuale monopolio della produzione a Firenze.

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Commenti (4)

  • posso contribuire coltivandola sul mio balcone?

    • ???? Buon idea

    • No è reato!

  • Speriamo che bruci il campo dove sarà coltivata. Sai che sballo?

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