Sanità, pochi usano il fascicolo elettronico. E' costato un miliardo e mezzo di euro

Lombardia Informatica studia la strategia per correre ai ripari: 510 mila gli utilizzatori ma quasi 7 milioni lo avrebbero attivato

Si chiama "fascicolo sanitario elettronico" ed è, in pratica, la cartella medica personale disponibile online per tutti i lombardi. Ma ad utilizzare il servizio sono 510 mila persone su quasi 7 milioni di cittadini potenziali utenti. Un fallimento costato un milardo e mezzo, sebbene la cartella medica personale sia solo una parte del sistema informatico, che mette in rete anche ospedali, medici e farmacie.

Tra le cose che si possono fare online, la visualizzazione dei referti degli esami sostenuti. Oppure la scelta del medico di base. Ma anche la prenotazione (e annullamento) degli appuntamenti, così come l'autocertificazione della propria situazione reddituale per ottenere le esenzioni. E la visualizzazione dello "storico" delle ricette mediche personali.

Pochi chiedono la password

I potenziali utenti sono 6 milioni e 800 mila cittadini: quelli che hanno appunto attivato il fascicolo sanitario elettronico. Peccato che la password ce l'abbiano effettivamente solo 1 milione e 900 mila persone, di cui oltre 1 milione di tipo "usa e getta". E appena 510 mila si sono registrati nel 2017 al servizio. Il collo di bottiglia appare soprattutto l'ottenimento della password, la cui procedura è effettivamente un po' laboriosa: occorre recarsi allo sportello scelta-revoca all'Ats e si riceve un modulo con una parte della parola chiave: l'altra parte viene spedita via sms.

Per accedere al servizio occorre digitare alcuni numeri della tessera sanitaria, l'intera password e un codice di sicurezza che, di volta in volta, viene inviato sul momento sempre via sms. Con questo sistema è stato abbandonato il lettore di smart card, che di fatto nessuno acquistava. E si può accedere non soltanto da computer ma anche da smartphone o tablet con l'app "Salutile referti". Impietosa la verifica nel Play Store di Android: "Più di 10 mila download". Niente.

L'appello di Lombardia Informatica

Una gatta da pelare per Lombardia Informatica, la società partecipata del Pirellone per la digitalizzazione guidata, dal 2017, da un dirigente della Lega Nord, Giorgio Caielli, già assessore a Gallarate con esperienza nell'information technology: Microsystem, Italtel, e Asst Ovest Milanese (sempre occupandosi di informatica). Visti i risultati in quasi due anni di servizio (attivato a primavera 2016), il massimo dirigente di Lombardia Informatica ha lanciato l'appello invitando i lombardi a utilizzare il servizio. Il suo obiettivo è arrivare a 1 milione e 200 mila utilizzatori entro la fine del 2018. Per farlo probabilmente occorrerà una campagna d'informazione e quindi dovrà essere coinvolta la Regione.

Come è prevedibile, per il momento i cittadini più anziani sono quelli meno avvezzi al servizio online: tra gli utilizzatori (510 mila, come si è detto), il 27,3% ha più di 60 anni. Un altro modo per autenticarsi è utilizzare il sistema "Spid", la carta di identità digitale che serve per ogni rapporto con tutte le pubbliche amministrazioni italiane. Ma anche questo è un sistema ancora (troppo) poco utilizzato.

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