Mangiagalli, protesta contro cartello antiabortista comparso davanti alla clinica

Autrice del manifesto contro la legge 194 è l'associazione Pro Vita. Un presidio al femminile ha coperto la pubblicità

Il cartello davanti alla Mangiagalli (Facebook/Cristina Pecchioli Ronzoni)

"Non fermare il suo cuore. Avrà il tuo sguardo, il tuo sorriso e sarà coraggioso perché tu lo sei". Questo il messaggio che si legge sul cartellone anti-abortista comparso davanti alla clinica ostetrica Mangiagalli nella notte tra il 2 e il 3 gennaio. I social si sono subito riempiti di scatti del manifesto e di commenti increduli e indignati. La pubblicità, firmata dalle associazioni Pro Vita e Ora et Labora, è stata poi coperta con un lenzuolo dalle Donne democratiche e dai partecipanti al presidio di domenica 3 gennaio davanti all'ospedale. I manifestanti hanno denunciato la crudeltà del testo antiabortista, che rende ancora più difficile una scelta già di per sé molto dolorosa per le donne - ma spesso inevitabile.

Nella pubblicità si vede l'immagine di una donna che accarezza un neonato e la foto di un'ecografia. In molti si chiedono chi abbia autorizzato la onlus antiabortista ad appendere il manifesto davanti alla prestigiosa clinica milanese, dove la legge sull'interruzione volontaria della gravidanza è sempre stata rispettata e dove si registra una percentuale di medici obiettori molto bassa. 

Cartello coperto-2

(Il cartello coperto, da facebook.com/diana.demarchi)

Sul messaggio antiabortista si è pronunciata in modo critico anche la primaria della Mangiagalli Alessandra Kustermann, che ha definito il messaggio "un insulto a tutte le donne e alla loro libertà di scelta", dichiarando anche che quella di Provita e Ora et Labora "è un’iniziativa inaccettabile e stigmatizzante". La dottoressa ha poi aggiunto "non possiamo accettare che ad altre, che vengono in ospedale in un momento già delicato e complesso, venga fatto questo".

In molti hanno condiviso la posizione di Kustermann e hanno risposto alla sua chiamata protestando davanti all'ospedale, per poi coprire il manifesto con un lenzuolo e altri due cartelli con su scritto "194 è una legge di Stato" e "viva la libertà".

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