Ramy e Adam sono italiani: consegnata la cittadinanza ai ragazzini eroi del bus dirottato

I due riuscirono a salvare i compagni di classe allertando i carabinieri

Adam El Hamami e Ramy Shehata sono ufficialmente cittadini italiani. I due ragazzi, che sventarono l'attentato al bus lo scorso 20 marzo a San Donato, hanno ricevuto il documento - approvato l'11 giugno con un provvedimento dal Consiglio dei ministri - con una cerimonia molto sentita svoltasi sabato 27 luglio nella Sala dei Ricevimenti del Comune di Crema, alla presenza del prefetto Vito Gagliardi e della sindaca Stefania Bonaldi.

A evitare la strage erano stati proprio Adam e Ramy, che erano riusciti a dare l'allarme al 112, guidando i carabinieri fino al loro pullman e permettendo agli stessi militari di fermare la folla corsa di Sy, che avrebbe voluto schiantarsi in pista a Linate e che adesso deve rispondere di sequestro di persona, strage, incendio, resistenza e lesioni aggravati dalle finalità terroristiche

La sindaca Bonaldi ha celebrato l'avvenimento con un post su Facebook, a cui ha aggiunto immagini della consegna ufficiale. Nelle sue parole la profonda ammirazione per i due "piccoli eroi". "Carissimi Adam e Ramy - scrive - sareste stati cittadini italiani anche senza questa cerimonia, perché avete mostrato di amare il Paese, che ora è il vostro Paese".

'Gli uomini - aggiunge - tutti gli uomini, persino i potenti e anche coloro che fanno le leggi, possono illudersi di potere scegliere il modo in cui si costruisce un legame di cittadinanza, certo è importantissimo scriverlo su un pezzo di carta o su un supporto informatico, come sta succedendo ora, perché solo così i diritti prendono vita, vengono riconosciuti e possono essere fatti valere. Ma il vero legame con una terra si scolpisce con i sentimenti e i valori, quelli che voi avete mostrato di possedere in abbondanza. Sentimenti e valori, che vi hanno permesso di schierarvi dalla parte dei più deboli, che in quei momenti drammatici erano i vostri compagni, i vostri amici, i vostri connazionali'.

"Cittadini dei nostri cuori prima che dell'Italia' li definisce la sindaca, prima di stringerli in un abbraccio, fisico e virtuale insieme. Poi rivolge un appello ai ragazzi: 'Un Paese che vi chiediamo di continuare ad amare e servire, perché esso è come la nostra famiglia, una grande famiglia, che attraversa un momento di fragilità e necessita dell'aiuto di tutti, anche, o soprattutto, dei nuovi italiani . Sono sicura che renderete migliore la nostra Italia, che saprete proteggerla come si protegge una madre e che farete di tutto per insegnare anche ai vostri fratelli che se il nostro Paese si smarrisce, la nostra vita diventerà peggiore e alla fine si perderà. Viva tutti gli esseri umani che amano i loro simili. Viva l'Italia, la nostra Italia, oggi ancora di più".

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