La grande carestia provocata da Stalin: il genocidio dell'Holodomor in Ucraina commemorato a Milano

Volantinaggio, fotografie e storie di famiglia sotto la pioggia: la comunità ucraina milanese ricorda la grande carestia del 1932-1933

Un momento della commemorazione (Foto: Baraniuk Maksym e Світлана Najdiš)

La pioggia non ha fermato, a Milano in via Mercanti, la commemorazione dell'Holodomor (in ucraino: "uccidere attraverso la fame"), la gravissima carestia che colpì l'Ucraina negli anni '30 del XX secolo. Dal 2006, il quarto sabato di novembre (quest'anno il 23) è il giorno della memoria di questa tragedia. In tutte le città del mondo, dove è presente una comunità di ucraini, si è ricordata quella che è stata una vera e propria tragedia pianificata contro quel popolo: tra il 1932 e il 1933 morirono milioni di persone per fame. L'Holodomor è riconosciuto come genocidio da diversi Paesi nel mondo (ma non dall'Italia), mentre il Parlamento Europeo nel 2008 ha statuito che si è trattato di un crimine contro l'umanità e l'Onu, nel 2003, ha scritto che si è trattato del risultato di azioni e politiche crudeli.

La comunità milanese ucraina si è radunata in via Mercanti domenica 24 novembre per un volantinaggio sotto la pioggia, per raccontare ai passanti la storia dell'Holodomor e le vicende personali e familiari (sono in tanti ad avere parenti morti per la carestia o deportati in regioni lontane), e mostrare fotografie che ricordano il genocidio, chiedendo che anche l'Italia lo riconosca come tale.

Raccolto Amaro: il film sull'Holodomor

La carestia ebbe la sua origine dall'idea di Stalin di collettivizzare la produzione agricola in Unione Sovietica. In Ucraina esisteva una antica tradizione di piccoli proprietari terrieri. La collettivizzazione forzata della proprietà agricola comportò l'obbligo per gli ex proprietari di trovare un impiego nelle fattorie collettive, ma questo processo incontrò ampia resistenza e fu quindi "accelerato" anche con l'uso della violenza. Milioni di piccoli proprietari (cosiddetti "kulaki") furono deportati in regioni remote dell'Urss. 

La resa agricola diminuì ma il governo centrale, a Mosca, chiese un impossibile incremento della produzione. Davanti ai primi risultati sotto le aspettative, i contadini vennero accusati di essersi appropriati del grano e degli altri prodotti, reato che poteva prevedere anche la pena di morte. Poi, dalla fine del 1932, venne ordinato di requisire direttamente i prodotti agricoli, facendo precipitare l'Ucraina, e in particolare le campagne, in una gravissima penuria alimentare. La quantificazione dei morti è, come sempre in questi casi, molto difficile, ma si parla di almeno 3 milioni di morti, sebbene diverse stime ne calcolino molti di più, senza contare i bambini non nati (il tasso di mortalità superò quello di natalità).

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