A caccia di 'portoghesi' con Atm. 114 multe in 5 ore: "E se scappano non possiamo inseguirli"

La squadra ha battuto a tappeto la linea 9: staccate oltre 100 multe

Viaggiatori durante un controllo (foto Gemme)

In Atm lo chiamano "Mercoledì da leoni" ed è il giorno in cui i controllori decidono di battere al tappeto una linea di tram alla ricerca dei "portoghesi": i viaggiatori senza biglietto. Ecco, visto che molti — e da ragazzino anche il giornalista che sta scrivendo — hanno presente quel senso di rabbia contro se stessi che si prova quando si viene pizzicati senza biglietto, mi sono posto una domanda: "Com'è essere dall'altra parte della barricata e vestire i panni di un controllore?". Per scoprirlo mercoledì 2 maggio ho trascorso una mattinata con il personale addetto al controllo dei ticket dell'azienda trasporti milanesi. Devo ammetterlo: mi sono sentito un po’ come l'anziano del "film di Remo Garpelli", lo sketch di Ajeje Brazorf all'interno di Tre uomini e una gamba. Lo preciso per la mia ragazza: in nessun caso, e le occasioni sono state 114, ho insistito dicendo "Gli dia una bella multina!".

La giornata dei controllori, e quindi anche la mia, è iniziata alle 9 davanti alla stazione di Porta Genova. Stava piovendo e i dipendenti di Atm erano già schierati fuori dal capolinea della linea 9 . "Stiamo  facendo quello che in gergo chiamiamo lo scarico", mi hanno detto appena arrivato. In pratica hanno controllato i titoli di viaggio dei passeggeri che sono scesi dal tram. Poi è iniziato il controllo a tappeto della linea: da Porta Genova alla Stazione Centrale. Avanti e indietro, su e giù dalle vetture per la stessa tratta tutto il giorno: da mattina a sera.

Quando il tram — un Sirietto — ha iniziato la sua marcia i controllori hanno sfilato le macchinette dal marsupio e hanno iniziato a chiedere i biglietti per le carrozze. Risultato? Durante questo giro nessuna multa: nonostante molti non fossero passati davanti all'obliteratrice erano tutti in regola. "Questo perché molti passeggeri hanno con loro l'abbonamento ma si dimenticano di convalidarlo quando salgono a bordo", mi ha spiegato uno dei più giovani della squadra: Enea, controllore di 31 anni entrato nell'organico dell'azienda di Foro Bonaparte a novembre 2017.

Le prime multe sono arrivate in Piazza Cinque giornate con lo "scarico": i controllori sono scesi dal tram e hanno aspettato quello successivo. Quando la vettura si è fermata si sono posizionati davanti a tutte le porte e hanno iniziato a chiedere i biglietti. Un ragazzo vestito in modo distinto — completo scuro e impermeabile beige — è stato pizzicato senza biglietto e per lui è scattata la sanzione: 36,50 euro. Saldata al momento. Non è stato il solo: stesso epilogo anche per una signora sui 45 anni con la borsa di Gucci al braccio. "Mi sono dimenticata di fare l'abbonamento, pensavo che fosse ancora aprile", ha cercato di spiegare a Renata, addetta al controllo dei biglietti. Ma non è servito a niente. Multa, ma ha deciso di non pagarla subito e quindi è scattato il verbale. Epilogo analogo per un terzo ragazzo. Un giovane, invece, è riuscito a farla franca scappando e tirando dritto nonostante i controllori gli si fossero parati di fronte. "In questi casi — mi hanno spiegato — non possiamo rincorrerli".

Quando è arrivato un altro Sirietto i controllori sono risaliti a bordo. "Dovete andare in giro in borghese, così ne beccate di più",  ha detto una signora con i capelli d’argento. I controllori lo fanno già: battono le linee anche senza indossare la divisa d'ordinanza. "Ogni settimana mettiamo in campo due squadre in borghese. È una scelta aziendale", mi ha spiegato l’addetto stampa.

Il controllo a tappeto è proseguito fino in Stazione Centrale. Il copione è stato sempre lo stesso: passeggeri che si sono dimenticati il biglietto, altri che non lo hanno convalidato. Multe stampate e pagate all'istante. Poi di nuovo indietro su una nuova vettura. A fine mattinata le  persone controllate sono 1.132 per un totale di 114 contravvenzioni: 65 verbalizzate (quindi verranno saldate in un secondo momento), 49 pagate all’istante.

Chi sono i "portoghesi"

"Non esiste un evasore medio — ha risposto Enea quando gli ho chiesto se c'è un minimo comun denominatore tra i portoghesi —, ma la maggior parte delle volte sono persone di cui non sospetteresti mai: uomini in giacca e cravatta, donne con la borsa griffata o anche genitori con i figli. 'Lo straniero che non paga il biglietto' è più uno stereotipo, moltissimi di quelli che controlliamo ci mostrano l'abbonamento".

Fantasiose ma non troppo, invece, sono le scuse che accampano i "portoghesi". "Una volta — mi ha raccontato Matteo, controllore assunto in Atm dal 2015 — un uomo mi ha detto che era salito sul tram solo per controllare se c'era un suo amico, peccato che le porte erano già chiuse e il tram era in marcia". "Altri — ha continuato — cercano di far ricadere la colpa sui figli con loro: ‘Ce l’ho il biglietto ma ce l’ha mio figlio’. Sono questi gli atteggiamenti che personalmente mi mettono a disagio".

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