Il Coronavirus irrompe nella settimana della moda: Armani chiude la sfilata al pubblico

I capi della nuova collezione dello stilista si potranno vedere in streaming e sui social

Chiudono le scuole di Milano, ma anche le sfilate di Milano Moda Donna. Con un comunicato arrivato nella notte tra sabato e domenica Giorgio Armani ha annunciato che la sua sfilata, prevista per le 16 del 23 febbraio nel teatro di Via Bergognone a Milano, si svolgerà a porte chiuse "dati i recenti sviluppi del coronavirus in Italia". La decisione è stata presa per non esporre ad alcun rischio gli ospiti del defilè. La sfilata verrà trasmessa online sul sito della casa di moda e sui suoi canali social. La stessa decisione di Armani è stata presa da Laura Biagiotti mentre Moncler, che aveva in programma un evento aperto al pubblico, ha deciso di cancellarlo.

Sfilate confermate, invece, per Ports 1961, Drome, Boss, Fila, Vìen, e Simona Marziali. Sfilata confermata anche per Dolce&Gabbana che ha fatto sapere che sovvenzionerò l'Humanitas University per sostenere uno studio mirato a chiarire le risposte del sistema immunitario al Coronavirus.

La posizione della camera della moda

Attraverso un comunicato la camera nazionale della moda ha spiegato che "ogni maison prenderà decisioni sulle modalità di presentazione dei defilè".

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"A proposito della situazione sul coronavirus - ha fatto sapere l'associaizone - comunichiamo che per quanto riguarda la Camera della Moda, abbiamo seguito e continueremo a seguire le istruzioni delle autorità preposte. Ovviamente i singoli brand prenderanno in autonomia la decisione riguardo alla modalità della sfilata odierna. L’unica notizia che abbiamo riguarda la decisione del signor Armani di tenere la sfilata all’orario previsto ma a porte chiuse. La decisione del signor Armani di salvaguardare la salute dei suoi ospiti è sicuramente apprezzabile. Tuttavia al momento non abbiamo notizia di altre scelte di questo tipo né del resto, di casi legati alla settimana della moda. Speriamo che le misure di attenzione diramate dal ministero della salute ed applicate in questi giorni da tutti noi, siano state sufficienti, visto che da oltre cinque giorni le stesse persone condividono gli stessi ambienti di lavoro. Non possiamo quindi che rimanere fiduciosi del lavoro delle istituzioni".

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