Bollettino contagi 30 maggio 2020: morti senza fine, ancora 67 persone. Contagi stabili

Il report del Pirellone: calano le persone ricoverate in ospedale

Dal 3 giugno, con ogni probabilità, ci si potrà spostare in tutte le regioni italiane, e quindi uscire dalla Lombardia. Ma l'attenzione alla curva dell'epidemia da Covid-19 rimane alta. Nel bollettino ufficiale del Pirellone di sabato 30 maggio cala il peso dell'epidemia, anche se i decessi sono ancora tanti, troppi: perdono la vita 67 persone. I ricoverati non gravi calano (-245) e così le terapie intensive (-1). Diminuiscono gli attualmente positivi (-874) mentre i nuovi contagi sono 221, in calo rispetto a venerdì.

A Milano la situazione permane stabile: 25 nuovi contagi, 62 nella città metropolitana. La percentuale dei casi positivi sul totale dei tamponi è ai minimi (1,5%), ma sono stati fatti molto meno tamponi di venerdì.

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La Regione replica alle accuse di "magheggi" sui numeri

"Non accettiamo che si parli di magheggi o che vogliamo dare dati positivi. Noi monitoriamo i dati ufficiali come fanno altre Regioni e prendiamo le decisioni migliori per i nostri cittadini". Lo ha detto il vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala in merito alle dichiarazioni del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, che ha parlato di 'magheggi sui numeri' da parte di Regione Lombardia. "La Lombardia - ha aggiunto Sala - fa una comunicazione diretta e completa, tutti i dati analitici sono nel portale della Protezione Civile con la quale comunichiamo giornalmente prima di dare i dati al pubblico e siamo sempre stati allineati con il Governo. Molti ricercatori lombardi mi hanno ricordato che nelle informazioni contenute nell'agenzia di Cartabellotta ci sono diversi errori in materia di comunicazione. Sul calcolo dell' R0 o Rt non è vero che tutte le elaborazioni utilizzino la variabile dimessi/guariti". 

"Non è bello - ha precisato il vicepresidente Sala - che ci siano scienziati che dicono cose diverse l'uno dall'altro. Prima di fare certe affermazioni, sarebbe opportuno fare tutte le verifiche del caso. Perché Regione Lombardia fornisce anche le curve di accelerazione del contagio e diamo gli stessi dati che, ad esempio, fornisce la Regione Veneto". "Fra tre, al massimo sei mesi, la crisi economica rischia di uccidere di più del Covid. Se l'economia non si rimette in moto - ha sottolineato Fabrizio Sala - saranno guai anche per la sanità. La spesa sanitaria viene finanziata con le tasse: se non ci sono tasse, ci sarà anche un calo della qualità delle prestazioni sanitarie offerte, anche per curare altre patologie". "Non siamo preoccupati - ha detto ancora il vicepresidente Sala - restiamo cauti pur sapendo che dobbiamo convivere con questo virus fino a quando non arriva il vaccino. Notiamo che all'interno degli ospedali in questo momento non stanno accedendo casi gravi e questo è un dato che si può appurare". 

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