Coronavirus, in carcere lezioni a distanza. Calano i detenuti, a San Vittore 200 in meno

La crisi sanitaria ha aumentato le scarcerazioni per far calare il sovraffollamento. La situazione a Bollate, Opera e San Vittore

Il carcere di Bollate

Nelle carceri lombarde, finora, si sono registrati 24 casi positivi al Coronavirus, di cui 21 nei tre istituti penitenziari milanesi di Bollate, Opera e San Vittore. 230 i casi di isolamento di cui 122 nelle carceri di Milano. Sono i dati comunicati dal provveditore Pietro Buffa (Dipartimento amministrazioni penintenziarie della Lombardia) nel corso della sottocommissione carceri del Comune di Milano. La cosiddetta Fase 2 introdotta dal nuovo decreto della presidenza del consiglio dei ministri con validità 4-18 maggio 2020 non modifica le limitazioni ai colloqui in carcere, per cui di fatto negli istituti di pena si è ancora in Fase 1. 

Ma quando i colloqui verranno riattivati, ha avvertito Buffa, occorrerà prestare la massima attenzione all'organizzazione interna, perché inevitabilmente i colloqui tra detenuti e parenti porteranno una maggiore possibilità di introdurre il Coronavirus in carcere. "Siamo al lavoro con le indicazioni che ci dà la sanità regionale per costruire, ad esempio sui colloqui, un sistema che ci garantisca quanto più possibile, ma sono tutte iniziative che tendono alla limitazione del rischio e non all'annullamento del rischio", ha spiegato il provveditore.

San Vittore

La situazione è particolarmente complessa a San Vittore, dove tra l'altro il 9 marzo si è verificata una clamorosa protesta di un gruppo di detenuti saliti sul tetto dell'edificio. Giacinto Siciliano, direttore della casa circondariale, ha spiegato che, nel momento in cui è scoppiata l'emergenza sanitaria, all'interno delle mura erano presenti più di 950 uomini e 100 donne, con una situazione di sovraffollamento non ulteriormente gestibile e che, per esempio, non consentiva misure di isolamento. "Abbiamo avuto la necessità di ridurre la presenza con provvedimenti deflativi e alcuni trasferimenti e, nel momento in cui la presenza si è ridotta di circa 200 unità rispetto all'inizio, questo ci ha consentito di gestire al meglio le situazioni di positività, il problema dei contatti e la necessità di cristallizzare alcune camere", ha spiegato Siciliano.

Attualmente i detenuti uomini sono 693, mentre le donne sono 63 di cui quattro con altrettanti bambini. Le scarcerazioni sono dovute soprattutto alla legge 199/2010, che concede la possibilità di scontare a casa pene detentive non superiori a un anno, e alla revoca di misure di carcerazione cautelare. Siciliano ha infine detto che una sezione di San Vittore è stata "seriamente devastata" ed è rimasta chiusa per circa un mese, durante il quale è stata ristrutturata e negli ultimi giorni riattivata.

Opera e Bollate

Decisamente più tranquilla la situazione nel carcere di Opera, dove - secondo quanto riferito dal direttore Silvio Di Gregorio - nei detenuti è subito scattata la consapevolezza del rischio e, automaticamente, si sono generati comportamenti responsabili da parte di tutti (detenuti e personale). "Opera non è stata colpita dal contagio anche se, in realtà, abbiamo registrato un decesso tra il personale", ha concluso.

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A Bollate si sono effettuate 220 scarcerazioni dal 10 marzo al 10 aprile, soprattutto differimenti di pena e affidamenti provvisori, portando l'attuale numero di detenuti a 1.171, mentre le detenzioni a domicilio (consentite dalla già citata legge 199/2010) sono state poche. Il clima interno, ha. detto la direttrice Cosima Buccoliero, "è abbastanza sereno e disteso", e sono proseguite le attività lavorative dei detenuti in collaborazione con le ditte esterne, mentre sono state avviate o verranno a breve avviate le lezioni da remoto con le scuole superiori e le scuole medie. Di contro, molti detenuti ammessi al lavoro esterno hanno perso i loro posti di lavoro a causa della crisi.

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