Coronavirus, a Milano 411 nuovi positivi in 24 ore: "La curva dei contagi è preoccupante"

Ecco gli ultimi dati forniti da regione Lombardia. Preoccupa la curva di Milano e provincia

In Lombardia obbligo della mascherina - Foto repertorio

Altra giornata di battaglia al Coronavirus, quella di domenica 5 aprile, per Milano e la Lombardia. La guerra, come l'hanno più volte definita i vertici regionali, va avanti. 

La regione sembra essere vicina al punto di svolta: i contagi continuano a salire ma la curva non è più esponenziale e sembra aver perso "forza", tanto che più volte dal Pirellone hanno detto di aspettarsi, nel giro di poco, un'inversione di tendenza.

Unica eccezione, che preoccupa - per stessa ammisione della regione - è la situazione di Milano, dove si registrano gli aumenti più alti.

Coronavirus, contagi e morti in Lombardia

Ad ammetterlo, nel solito punto stampa delle 18 di domenica 5 aprile, è stato l'assessore al Welfare, Giulio Gallera. I "dati sono confortanti, anche se ci sono alcuni elementi che ci fanno tenere alta la guardia, soprattutto in alcuni territori", il suo primo commento. 

Nelle ultime 24 ore in Lombardia sono stati processati 8.107 tamponi. I nuovi positivi sono 1.337, per un totale di 50.455, in lieve diminuzione rispetto al giorno precedente, quando l'aumento era stato di 1.445. 

I ricoverati sono 12.009, soltanto 7 in più, mentre cresce di 100 unità - il totale è di 14.798 - il numero dei positivi che non vanno in ospedale e restano in isolamento domiciliare. "Questo è perché stiamo facendo più tamponi - ha detto Gallera -, si individuano più positivi ma sono coloro che hanno piccoli sintomi". 

I morti arrivano invece a quota 8.905, con 249 vittime nelle ultime 24 ore: "È la pagina più drammatica di questa ondata - ha ammesso l'assessore -. Il dato è diminuito un po', è un elemento che teniamo lì e lo monitoriamo". I dimessi crescono di 184 rispetto al giorno precedente e le presenze in terapia intensiva calano di 7 unità, dopo la riduzione di 55 del giorno precedente. 

coronavirus numeri 5 saprile-2

Coronavirus, contagi e morti a Milano e nelle province

"Numeri tendenzialmente positivi anche nelle città", ha spiegato Gallera, sottolineando però la paura per il capoluogo. A Milano e provincia infatti, i positivi arrivano a 11.230, con un aumento di 411 in 24 ore. A Milano città si contano 4.533 positivi: 171 in più rispetto a sabato. Sono entrambi, in assoluto, i due aumenti più alti di tutta la regione.

"Il dato su Milano ancora non ci fa stare tranquilli - ha evidenziato l'assessore -. La curva sale e si stabilizza, è preoccupante. Ancora non abbiamo dato un netto indirizzo alla linea dei contagi, lo sforzo deve essere più determinato". 

Foto - Gallera mostra la curva di Milano

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Questi i numeri delle altre città: Bergamo 9.712, Brescia 9.340, Cremona 4.233, Monza e Brianza 3.046, Pavia 2.619, Lodi 2.255, Mantova 2.044, Lecco 1.678, Como 1.384, Varese 1.191, Sondrio 591.

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Obbligo della mascherina e multa da 400 euro

Per non vanificare i sacrifici fatti finora, sabato pomeriggio dallo stesso Pirellone hanno emanato una nuova ordinanza che è in vigore da domenica 5 fino a lunedì 13 aprile, giorno di Pasquetta. 

Sono stati confermati divieti e restrizioni già al momento in atto in tutta la regione: "Chiusura degli alberghi, con le eccezioni già in vigore, degli studi professionali, dei mercati e tutte le attività non essenziali". A questi si aggiunge una novità: l'obbligo per chiunque esca di casa - solo per motivi di "comprovata necessità" - "di proteggere sé stessi e gli altri coprendosi naso e bocca con mascherine o anche attraverso semplici foulard e sciarpe". Per chi non rispetta l'indicazione c'è una multa di 400 euro.

Obblighi e divieti della nuova ordinanza regionale del 4 aprile  

Da lunedì mascherine gratis in regione

Per permettere a tutti di avere la mascherina, regione Lombardia ne distribuirà gratuitamente ai cittadini 3 milioni e 300mila. Si tratta di un primo approvvigionamento, come ha spiegato domenica pomeriggio l'assessore alla Protezione Civile, Pietro Foroni, a cui faranno seguito altre partite in base all'arrivo del materiale.

Lo stesso Foroni ha spiegato che 300mila saranno date nelle farmacie della Lombardia, mentre le altre sono state consegnate ai comuni, che le metteranno a disposizione dei residenti nei negozi di vicinato, nelle edicole, nelle banche, negli uffici postali e nelle stesse farmacie. 

A Milano sono state destinate 900mila mascherine. 

Sala: "Regolamentare i prezzi delle mascherine"

Sul tema mascherina obbligatoria era intervenuto il sindaco Beppe Sala, che domenica mattina aveva detto la sua nell'ormai consueto video "buongiorno da palazzo Marino". 

"Da oggi per uscire per strada dobbiamo indossare la mascherina o al limite un foulard, una sciarpa", aveva confermato il primo cittadino. È un po' "disorientante ricevere questa disposizione e sentire il capo della protezione civile, Borrelli, persona che io stimo, dire «io non la metterò». Ma io voglio rimanere fedele a ciò che ho detto - aveva sottolineato il sindaco - e quindi le ordinanze vanno applicate e non discusse". 

E per questo ecco la sua proposta: "Certo è che chi è responsabile della sanità deve fornire le mascherine perché non ne arrivano. La mia personalissima opinione - aveva chiarito Sala - è che sia arrivato il momento di regolamentare il prezzo nelle farmacie. Non è una cosa normale, ma questi non sono momenti normali e a mio parere va fatto". 

"Piuttosto che niente, è meglio piuttosto"

Poco prima era stata la volta del presidente di regione, Attilio Fontana. "È un'iniziativa che ho deciso di fare sia dopo aver letto cosa fanno in altri Paesi stranieri sia parlando con i nostri scienziati come Pesenti", ha spiegato in merito alla decisione di rendere obbligatorio l'utilizzo di "coperture" per bocca e naso. 

"Certo - aveva commentato intervistato da Radio Padania -, le mascherine risolvono il problema al 100%, i foulard al 30-40%. Ma - ha concluso in dialetto - piuttosto che niente è meglio piuttosto". 

Lo scontro sulle mascherine

Sulle parole di Borrelli era nato uno scontro, l'ennesimo, tra la regione e la protezione civile. “In Lombardia, sul coronavirus chiediamo il rispetto della distanza sociale e di proteggere naso e bocca. Dato che stiamo ancora aspettando le mascherine che Borrelli ci ha promesso, noi lombardi lo faremo come potremo, perché ci rispettiamo. Tutti insieme lottiamo per uscire da questo incubo”, le dure parole pronucniate sabato sera dell’assessore al Bilancio, Davide Caparini. "Il commissario, invece, oltre a fare dichiarazioni incoscienti che sta facendo?”.

Mascherina "obbligatoria": cosa dice l'ordinanza di regione Lombardia

Ancora più duro Fabrizio Sala, vicepresidente del Pirellone: “Le parole del capo dipartimento della Protezione civile nazionale ci lasciano a dir poco basiti. Di fatto, Borrelli prende nettamente le distanze dal nostro provvedimento - aveva detto Sala sabato sera - sulla necessità di coprire le vie respiratorie quando si esce di casa. Un modo di comportarsi che non esitiamo a definire imprudente e che davvero fatichiamo a comprendere. Non capiamo se si stia sottovalutando il diffondersi del contagio o se ci sia una mancanza di approfondita conoscenza di ciò che è successo nelle aree maggiormente colpite nel mondo”.

"Sono di difficile reperimento"

Sulla stessa lunghezza d'onda il governatore Attilio Fontana, che sabato sera era intervenuto a "Stasera Italia" su Rete 4: "Non siamo così matti da prevedere un’ordinanza che non sia realizzabile, lo sappiamo benissimo che le mascherine sono poche e che sono di difficile reperimento".

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"Nell’ordinanza abbiamo scritto una cosa un pochettino diversa: abbiamo detto - aveva spiegato il presidente del Pirellone - che ogni volta che ci si reca fuori dall’abitazione si devono adottare tutte le misure precauzionali consentite e adeguate a proteggere se stessi e gli altri dal contagio, anche utilizzando la mascherina. O, in subordine, utilizzando qualunque altro indumento per coprire il naso e la bocca". 

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