Coronavirus, parla l'infettivologo del Sacco, Galli: "Il virus si sviluppa meno in alcune etnie"

Il contagio del Coronavirus si sviluppa meno in alcune popolazioni del continente africano

Gente in metro a Milano

“Verosimilmente c’è una diversa disponibilità e diverse caratteristiche dei recettori per il virus in alcune etnie, in alcune popolazioni, soprattutto di origine africana”. Lo ha detto Massimo Galli, direttore del reparto Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, spiegando ad Agorà, su Rai Tre, perchè il contagio del Coronavirus si sviluppa meno in alcune popolazioni del continente africano. L’auspicio di Galli è che questo dato “possa essere confermato anche a livello di ricerca”.

L'infettivologo parla di Milano

Nei giorni precedenti Galli aveva parlato anche della sua città. "È evidente - aveva detto - che la battaglia di Milano è fondamentale per riuscire a uscire per tempo, bene e presto, da questa terribile emergenza" coronavirus. "Dobbiamo assolutamente da questo punto di vista riuscire a contenere l'infezione in una città come Milano. Ovviamente dobbiamo farlo in tutta Italia, ma è chiaro a tutti che avere una situazione di controllo su Milano sia uno dei fronti fondamentali contro il virus". 

"Milano e l'hinterland fanno più di 3 milioni e mezzo di abitanti e ovviamente la concentrazione di popolazione è un fattore importante della possibile diffusione di un virus", aveva ricordato.

"Siamo stati colpiti alle spalle"

"Se c'è una cosa per cui sono infuriato con me stesso" in questa emergenza Covid-19, "è di essere stato troppo ottimista quando, intorno al 20 di febbraio, il fatto che avessimo chiuso i viaggi con la Cina e controllato i voli prima degli altri ci aveva messo nella convinzione che il peggio fosse passato per l'Italia. Questo è stato un errore, ma non una sottovalutazione perché non si poteva avere il modo di scoprire l'esistenza di un'infezione che ci ha colpito alle spalle venendo in Italia da un altro Paese europeo", aveva sottolineato il primario del Sacco. "Quello che abbiamo visto fino ad adesso, guardando le nostre sequenze" genetiche di coronavirus isolati "e anche quelle di altri centri, parla della fonte di Monico di Baviera".

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