Coronavirus, il centro migranti usato per l'emergenza sanitaria? "Ci sono i letti, è pronto"

La proposta dell'ex assessore Pierfrancesco Majorino: "La struttura è vuota ed è pronta"

Da "luogo di reclusione temporanea" a "spazio per la salute". Pierfrancesco Majorino, eurodeputato meneghino ed ex assessore alle politiche sociali a palazzo Marino, prova a riscrivere il futuro del Cpr di via Corelli, che doveva aprire in questi giorni per accogliere i primi migranti prossimi all'espulsione e che invece potrebbe essere impiegato nella lotta al Coronavirus

"A Milano, in via Corelli, c'è una struttura vuota, in perfette condizioni, pronta all'uso, con centinaia di posti letto. È il Cpr che potrebbe essere impiegato in questo modo", ha scritto Majorino sul suo profili Facebook.

"Poi magari ce ne possono pure essere di più imponenti, come nell'area fieristica, e tutto per me va bene. Ma perché non trasformare quello che dovrebbe diventare un luogo di reclusione temporanea in uno spazio per la salute e il sostegno ai più fragili? Se, come dice la Regione, servono spazi questo c'è", ha concluso l'ex assessore.

Da regione intanto proseguono i lavori, anche a livelli di contatti istituzionali, per allestire in uno dei padiglioni della Fiera una sorta di nuovo ospedale con 600 posti di terapia intensiva. Secondo quanto si apprende, vi verrebbero installati venti prefabbricati, ciascuno con 30 letti, ma per poterlo realizzare occorre l'aiuto del Governo nazionale e della protezione civile. Le strutture possono infatti essere fornite dall'ente Fiera, ma il resto deve arrivare necessariamente da Roma: ventilatori, letti, apparecchiature e soprattutto medici, uno ogni otto pazienti, e infermieri, uno ogni tre.

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