"Stop a tapis roulant e bilancieri, ordinate solo l'essenziale. Noi driver rischiamo ogni giorno"

Il racconto di un autista di un noto corriere espresso, che non si è fermato durante l'emergenza sanitaria ma che vorrebbe ci fossero maggiori tutele per la sua categoria

Corriere (foto Ansa)

"Continuiamo a lavorare anche in questi giorni di emergenza sanitaria, facendo una media di 70-90 stop al giorno. Ma non consegnamo solo materiale sanitario e beni di prima necessità. La gente ordina di tutto, tapis roulant e cyclette in primis". Sono le parole di un driver che lavora a Milano per uno dei principali corrieri espresso in Italia. 

La vita dei driver durante l'emergenza sanitaria

"Fermare tutto non è giusto né possibile - racconta l'autista, che chiameremo Giovanni, a MilanoToday -. Noi stiamo servendo il Paese, portiamo presidi medici a ospedali, farmacie e case di riposo. Però ogni giorno rischiamo e non è giusto che gli e-commerce mettano a disposizione prodotti di ogni genere, che le persone purtroppo continuano ad acquistare anche in questi giorni".

I driver, attivissimi anche in un momento in cui l'Italia si è quasi del tutto fermata, rischiano di contrarre il Covid-19 sia venendo a contatto con le persone a cui consegnano i pacchi sia direttamente nelle filiali e nei magazzini, dove si lavora a pieno ritmo, anche più di prima, e spesso gomito a gomito. "Anche noi siamo lavoratori come gli altri - afferma Giovanni -, anche noi abbiamo una famiglia. Eppure per noi le cose non sono cambiate: ogni giorno abbiamo una media di cento pacchi da consegnare a testa, più di dieci per chi consegna grossi carichi".

"Lavorare in questa situazione non è facile - continua il driver -, la paura è tanta e molti colleghi sono a casa, chi in ferie, chi in congedo parentale. Ma per quelli rimasti così il lavoro aumenta. E le consegne da fare sono le più svariate, non solo beni di prima necessità, ma elettrodomestici, bilancieri, vestiti e giocattoli".

Gli autisti, a cui viene misurata la temperatura ogni giorno prima di entrare nell'impianto, sono stati dotati dall'azienda di mascherine a norma e guanti, ma lavorare per tutto il giorno avendoli indosso non è facile. E il rischio di ammalarsi resta comunque concreto finché il carico di lavoro non diminuisce e i contatti con altre persone rimangono numerosi. "Noi vorremmo innanzitutto che l'e-commerce fosse limitato solo ai beni essenziali. Poi il nostro appello è alle persone, affinché prima di ordinare cose che non gli servono veramente, si fermino a pensare che dietro quegli acquisti c'è un sacco di gente costretta a lavorare e a muoversi".

Il sindacato: "Occorre ridurre le merci che viaggiano"

"Per tutelare driver, magazzinieri e autotrasportatori in questa fase - afferma il segretario generale di Uil Trasporti Antonio Albrizio - bisogna agire in due modi. Innanzitutto riducendo il numero di merci che viaggiano e poi facendo sì che le procedure di sicurezza vengano rispettate, con una gestione efficiente di eventuali contagi, la formazione di comitati per la sicurezza all'interno delle aziende e la stretta osservanza dei protocolli".

I due aspetti messi in luce da Albrizio sono naturalmente connessi. Finché sarà possibile acquistare diverse tipologie di articoli on-line e il numero di ordini non verrà drasticamente ridotto, tutte le categorie coinvolte nella filiera del trasporto saranno a rischio, perché costrette a lavorare a pieno regime senza poter ridurre contatti e spostamenti.

"La normativa - dichiara Albrizio - prevede che vengano confezionati, maneggiati e spediti solo alimenti, presidi medici, articoli per l'igiene e di prima necessità, ma i corrieri trasportano ancora di tutto. Abbiamo chiesto alle aziende di rispettare la legge, altrimenti segnaleremo alle prefetture ogni irregolarità".

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