Segnaposti a distanza, termoscanner e conteggio ingressi: come saranno i mezzi a Milano

Dal 4 maggio la "nuova normalità": non più orari di punta con assembramenti e distanza. Sala: "A Cadorna da 6mila persone all'ora a 1.500"

Fase 2 per ripartire nella crisi coronavirus, ormai non manca molto. Se il premier Giuseppe Conte ha fatto intendere che è "impossibile sopportare altre settimane di chiusura", non significherà, tuttavia, un "liberi tutti". La normalità sarà stravolta dal Dcpm (Decreto del presidente del Consiglio) in vigore dal 4 maggio. A partire dai trasporti pubblici. 

Atm sta studiando in queste settimane un piano per la ripartenza. Non è facile. Oltre ai termoscanner all'ingresso delle stazioni, bisogna capire come evitare assembramenti, inevitabili, oggi, nelle classiche ore di punta. Il sindaco Beppe Sala ha già spiegato come "il numero di mezzi non sia infinito" e che quindi, giocoforza, si dovrà allungare la giornata lavorativa. Tram, metro e bus saranno spalmati con più frequenza non solo al mattino. Ogni settore, ogni comparto produttivo ha esigenze d'orario diverse, e questo paradossalmente è un punto di forza: non sarà pensabile considerare la settimana "di 5 giorni su 7". Il primo cittadino, domenica nel consueto messaggio da Palazzo Marino, ha sottolineato come per una città come Milano quella della mobilità sia "la questione più delicata" e ha citato l'esempio della stazione metro' di Cadorna, dove "entrano normalmente 6mila persone all'ora la mattina". Con le misure che si stanno considerando se ne potranno "far entrare 1.500, il 25%", e solo "75 alla volta". "Non se ne esce se non si trovano altre formule", chiosa. 

Ai dipendenti comunali, quindi, sarà permesso un ingresso in ufficio più flessibile durante la giornata. E così si pensa per tutti gli uffici pubblici che movimentano migliaia di persone ogni giorno a Milano. Lo stesso verrà chiesto ai commercianti e alle grandi imprese. Per gestire questo flusso, aiuteranno sia la mancanza degli studenti, con università e scuole chiuse, sia quella dei turisti stranieri. 

Tra le soluzioni al vaglio per l'Azienda trasporti milanese, ora sul tavolo, si pensa a tornelli che misurano con precisione gli ingressi; percorsi che arrivano alla banchina con segnaposti e ingressi scaglionati. Alle fermate dei bus i marker rossi con scritto "Stai qui" sono già stati installati. Una volta all'interno del mezzo, sul pavimento, ci saranno le posizioni preassegnate in modo da mantenere, tra un passeggero e un altro, una distanza media tra il metro e mezzo e i due metri. Soluzioni molto simili, queste, alle quali sta pensando Trenord: percorsi ordinati, posti a sedere distanziati e obbligo di mascherine.   

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