Gaffe su indice Rt, Gallera insiste: se la prende con gli "pseudogiornalisti" ma sbaglia ancora

Dopo la gaffe, l'assessore lombardo passa al contrattacco. Ma sbaglia un'altra volta

Negare, negare, negare e, se possibile, trovare nuovi "nemici". L'assessore lombardo al welfare, Giulio Gallera, passa al contrattacco dopo lo scivolone sull'indice di contagio dell'epidemia Coronavirus e si scaglia contro chi ha osato fargli notare che aveva fatto una gaffe e invita tutti - testuale - a "dormire sonni tranquilli". 

È venerdì sera, in onda c'è il consueto bollettino di regione Lombardia per analizzare i dati del giorno e Gallera, felice per l'indice Rt sceso a 0,51, dice: "Bisogna continuare su una strada che ci sta portando a ridurre fortemente la capacità di diffusione del contagio. Perché lo ricordiamo: 0,51 cosa vuol dire? Che per infettare me, bisogna trovare due persone nello stesso momento infette perché è a 0,50 no?". E ancora: "E questo vuol dire che non è così semplice trovare due persone infetto nello stesso momento per infettare me. E questo - conclude - è l'efficacia dell'azione e ciò che ci fa stare più tranquilli e confidenti. Quando è a 1 vuol dire che basta che io incontro una persona infetta che mi infetto anche io". 

Perché il discorso di Gallera è sbagliato

Gallera, forse tradito dall'eccesso comunicativo di questi mesi, in realtà dice un'inesattezza, che è abbastanza grave considerando il ruolo che ricopre. L'indice Rt e l'indice R0 cui l'assessore fa riferimento sono valori statistici che esprimono quante persone potenzialmente può infettare un soggetto positivo in termini di probabilità. Se il valore è 1, di conseguenza, un infetto può far "ammalare" una persona, se è minore di 1 "fa ammalare" meno di una persona. In termini strettamente aritmetici il discorso dell'assessore può avere un senso, ma non ha assolutamente senso quel "nello stesso momento" ripetuto due volte che induce a pensare - è quello che significa in italiano - che l'incontro tra una persona sana e una positiva non è più pericoloso, non è più una possibilità di contagio, in questo momento. 

Nella giornata di sabato lo scivolone è diventato virale sui social, con molti "rivali" politici che hanno sfruttato quelle immagini per sottolineare - secondo loro - l'inadeguatezza di Gallera. Alle 20.12 in punto ecco la replica dell'assessore, con un video su Facebook di 4 minuti e 27 accompagnato dal commento, in maiuscolo, "mamma mia che tristezza... ci sarebbe da ridere se non fosse tutto parte di una squallida messinscena". 

Video | Lo scivolone di Gallera

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La difesa (sbagliata) di Gallera

"Capisco benissimo che ci siano blog fatti da pseudogiornalisti in cerca di visibilità e di mostrare che esistono e anche eurodeputati in crisi di notorietà e di visibilità che fino a pochi mesi fa erano al centro del dibattito politico cittadino con pagine sui giornali che oggi sono un po' nell'oscurità e cercano tutte le occasioni perché un riflettore accenda le luci su di loro, ma anche in questo caso hanno commesso un grande errore", parte subito all'attacco Gallera. 

"Hanno preso una grande toppa, come si dice. L'altro giorno ho cercato di semplificare il concetto delle Rt e delle R0, cioè l'indice della contagiosità. Il mio compito da assessore - dice - è di tradurre in modo semplice a tutti i cittadini come si sta diffondendo il virus, quali sono quindi gli strumenti che servono per evitare che si diffonda e la sua velocità". 

Gallera passa poi a una sorta di lezione in diretta: "Andiamo a prendere il sito dell'università di Padova con le dotte parole che indicano cosa sono R0 e Rt - spiega, con un filo di sarcasmo evidente -. Rappresenta il numero di riproduzioni di base, cioè il numero medio di infezioni secondarie causato da ciascun individuo in una popolazione". E ancora, andando avanti, sempre con lo stesso tono: "Facciamo quindi qualche esempio e lo faccio a questi giornalisti e a questi politici in cerca di ribalta". 

Perché Gallera sbaglia di nuovo 

"Se R0 fosse uguale a 0,5 scrive il sito dell'università di Padova, 100 individui ne contagerebbero 50 e quindi 2 individui uno, questo è il concetto che ho esemplificato", assicura Gallera. Che poi conclude con un'altra stoccata: "Quindi come vedete i concetti scientifici sono corretti, il modo di semplificarli ed esporli in maniera chiara è per far capire a tutti che gli sforzi hanno portato a rallentare la diffusione del contagio". E per concludere l'invito a "pseudogiornalisti" & co a dormire "sonni tranquilli". 

Nella sua difesa, però, Gallera sbaglia di nuovo. L'equazione che lui prende dal sito dell'università di Padova è evidentemente e chiaramente corretta in termini aritmetici. Però, c'è un però grande come una casa. Nel suo monologo l'assessore dimentica - o forse finge di dimenticare - quel "nello stesso momento" che ha ripetuto due volte. Ciò che Gallera dice venerdì sera non è ciò che dice l'università di Padova, semplicemente perché l'assessore lombardo sostiene che per infettare una persona servono "due infetti nello stesso momento" e che, aggiunge, "non è così semplice". Ma questo è semplicemente sbagliato. Gli indici di contagio sono valori statistici, non di "prossimità" o vicinanza: per rendere positivo qualcuno non servono due positivi e dirlo non è - per usare le parole dell'assessore - "tradurre in modo semplice a tutti i cittadini come si sta diffondendo il virus, quali sono quindi gli strumenti che servono per evitare che si diffonda", ma il contrario. 

Volendo esemplificare, per seguire l'esempio di Gallera, secondo quanto dice l'esponente della giunta lombarda una persona sana potrebbe incontrare da solo un proprio familiare malato e non correre nessun rischio perché - dice lui - ne servono due "nello stesso momento". È evidente che sbaglia.

Errare, "scivolare", dopo mesi interminabili di lavoro intenso e di sovraesposizione mediatica può capitare e può essere perdonabile, per carità. E Gallera venerdì sera ha sbagliato, dando un'informazione che può essere fraintesa in maniera pericolosa, a prescindere da "pseudogiornalisti" ed eurodeputati. 

Video | La difesa di Gallera

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