Coronavirus, impennata di intossicazioni da disinfettanti: l'allarme del Niguarda

Il centro antiveleni del Niguarda, specializzato in intossicazioni, diffonde i dati. Il picco è per i bambini, che spesso ingeriscono disinfettanti lasciati incustoditi in casa

(Foto Pixabay)

Forte aumento di intossicazioni dovuto all'uso di disinfettanti. Lo rende noto il centro antiveleni dell'Ospedale Niguarda, punto di riferimento per le intossicazioni acute da oltre cinquant'anni.

«C'è chi, seguendo i tutorial online e le ricette "fai da te", prepara miscele di sostanze chimiche non compatibili tra loro», spiega Franca Davanzo, direttore del centro antiveleni del Niguarda: «E poi c'è chi imbeve le mascherine con quantità eccessive e le indossa, inalando un dosaggio elevato di sostanze chimiche. Ma c'è anche chi, e purtroppo sono i casi più frequenti, riempie la casa di bottiglie di disinfettanti, commerciali o preparati artigianalmente, e li lascia alla portata dei bambini, magari in bottigliette non etichettate».

Proprio i bambini sembrerebbero i più esposti. Le richieste di consulenza al centro antiveleni per intossicazione da disinfettanti sono infatti aumentate di circa il 65%, con un picco di +135% nella fascia d'età inferiore ai cinque anni. «I più piccoli trovano in casa questi contenitori non custoditi e ne ingeriscono accidentalmente il contenuto», spiega Davanzo.

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La prima raccomandazione del centro antiveleni è proprio quella di non lasciare i contenitori dei prodotti alla portata dei bambini; in caso di ingestione, prima di recarsi al pronto soccorso, è meglio chiamare lo 02.66101029, ovvero il numero del centro, in modo da gestire telefonicamente l'emergenza e capire se l'accesso all'ospedale è necessario o no.

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