Coronavirus, mascherine a lutto in giro per le città: "Per chi non c'è più, contro la regione"

L'iniziativa per chiedere il commissariamento di regione Lombardia dopo l'emergenza

Alcuni dei partecipanti all'iniziativa, tra cui Majorino

Un piccolo gesto per ricordare chi non c'è più. Un modo per portare la propria rabbia in giro per la regione. A Milano, e nelle altre città lombarde, è partita la protesta "fiocchi neri per la sanità lombarda", con le mascherine di tante donne e uomini che pian piano si stanno listando a lutto. A organizzare la mobilitazione sono stati Arci Milano, Medicina democratica, Milano 2030, I sentinelli e Casa comune che così vogliono chiedere apertamente il commissariamento del Pirellone, incapace - secondo loro - di gestire a dovere l'emergenza Coronavirus

"Scriviamo in risposta alle migliaia di persone che, in questo periodo, ci hanno chiesto di fare qualcosa. La voglia che accomuna tantissime e tantissimi di noi è tornare finalmente a fare una grande manifestazione di piazza. A oggi pensiamo manchino le condizioni di sicurezza necessarie. Ma proprio ora abbiamo comunque deciso di portare per le strade della Lombardia la nostra indignazione per le scellerate politiche sanitarie della Regione", hanno spiegato i promotori dell'iniziativa, partita nelle scorse ore. 

I "manifestanti" vogliono fare "qualcosa che dia il segno tangibile che noi non faremo cadere nell'oblio l'infinita quantità di errori e omissioni della maggioranza che ci governa qui in Lombardia ma, anzi, continuiamo a chiedere il commissariamento della sanità della Regione nel più breve tempo possibile". Così, ecco il modo scelto: "Un nastro nero da indossare o, in alternativa, un segno con il pennarello che lo riproduca sulle  mascherine. Una mobilitazione che cammini con le gambe di tutti noi e che vedrà realizzare sabato 23 maggio dalle ore 15 un flash mob: un’occasione in cui realizzare una foto davanti al portone di casa con un cartello che, insieme al fiocchetto nero, riproduca il nostro pensiero sulla gestione dell'emergenza Covid-19 da parte di Attilio Fontana. La nostra voce da oggi saranno i fiocchetti neri - hanno concluso le associazioni -. Per ricordarci chi non c'è più, per non dimenticare chi nonostante tutto ci governa ancora in Lombardia".

Tra i primi a partecipare l'eurodeputato Pierfrancesco Majorino, che da tempo chiede il commissariamento della regione, soprattutto per la gestione dell'epidemia nelle Rsa. "Il mio piccolo fiocco nero sulla mascherina significa una cosa sola. Che amo la Lombardia da pazzi e non posso vederla così - ha spiegato postando su Facebook la foto della sua mascherina a lutto -. Chiedere il commissariamento della Sanità regionale, affinché magari un medico lombardo esperto sostituisca Fontana e soci, che per il resto rimarrebbero ovviamente al loro posto, nella gestione dell'emergenza significa voler difendere le nostre comunità, le nostre città. E significa volerlo fare in questo momento in cui con le attività che ripartono serve un sistema sanitario molto più pronto e forte. I test e i tamponi a tappeto, e non a pagamento, l'assistenza domiciliare, la sicurezza nelle Rsa, il commissariamento: queste sono le mie proposte. Per salvarla, la Lombardia", ha concluso.

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Subito all'opera anche Luca Paladini, il leader de "I sentinelli di Milano" che è stato a lungo ricoverato in ospedale dopo aver contratto il virus e che da allora si sta esponendo in prima persona per la "battaglia commissariamento". È un segno da esibire per dire commissariate la sanità in Lombardia. Dobbiamo portarlo nelle strade. Per chi non c'è più. Per chi ci governa ancora in Lombardia. Torniamo in strada con un simbolo che dimostri che noi non ci dimenticheremo di nulla - ha spiegato -.  Basta un pennarello e un segno sulle nostre mascherine. Facciamo camminare sulle nostre gambe la protesta contro Regione Lombardia. Per commissariare una sanità gestita in modo indecente". 

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