Morta la milanese Lucia Bosè, aveva 89 anni. Da via Ripamonti al grande cinema

Scoperta da Luchino Visconti a Milano, era commessa nella pasticceria Galli di via Hugo a Milano

La Bosè

Iconica e fuori dagli schemi, nei suoi capelli blu elettrico, si è spenta nelle scorse ore, a 89 anni, l'attrice Lucia Bosè, madre del conduttore e cantante Miguel. Secondo le prime informazioni, l'attrice è deceduta per una polmonite. Non è ancora chiaro e noto, però, se sia stata colpita da coronavirus. Si trovava ricoverata a Segovia, nella comunità di Castiglia e León. Viveva in Spagna e aveva la cittadinanza spagnola. La notizia del decesso è stata confermata dal figlio che l'ha ricordata sui social: "Cari amici, vi comunico che mia madre, Lucia Bosè, è appena deceduta. Ora è nel migliore dei luoghi".

Da via Ripamonti alla pasticceria chic del centro

La Bosè, all'anagrafe Borloni, nacque nel 1931 a Milano da una famiglia di umili origini. Secondo le biografie, viveva al 115 di via Ripamonti, zona Sud. Poi si trasferì in via Ampola al Vigentino. Iniziò a lavorare giovanissima, appena adolescente, prima in uno studio d'avvocato e poi alla cassa della prestigiosa pasticceria Galli in via Victor Hugo, a due passi dal Duomo. Per arrivarci prendeva tutti i giorni il 24. Un negozio chic, in pieno centro. Aveva un portamento e una bellezza che non passavano inosservati. "Dietro il banco ero io la regina e poi avevo messo su certe forme - racconta ne "L'avventurosa storia del cinema italiano" (Fofi-Faldini, Edizioni cineteca di Bologna, 2009) -. I ragazzi del bar accanto, tutti sportivi, fischiavano: 'Ohei,  Lucia!?... '. Cose irripetibili. Papà e mamma sono gente sobria, che parla poco e poi allora il dialogo era breve, ricamato da sberle. 'Te finiret in via Larga?', urlava mia madre senza  sottintesi e giù sberle. Poi, tanto per cambiare a letto senza cena. E non tanto per punizione, quanto per fare economia. Ero lunga come la fame e mangiavo per quattro". 

Venne vista e scoperta per caso dal regista Luchino Visconti che era solito fermarsi nel suo locale. Visconti ordinava cappuccio con panna, cioccolata e due brioche, scriveva Pierfranco Bianchetti. E alla cassa incontrava Lucia. "Un giorno ti farò fare cinema", disse. E fu così. La sua carriera decollò nel 1947 quando, 16enne e accompagnata dalla mamma, vinse Miss Italia a Stresa. Non si è mai saputo chi la iscrisse e chi inviò la sua immagine: ma fu subito nella controcopertina di "Tempo". E si fece conoscere dal grande pubblico. Da lì i provini per il cinema e una scalata sempre più veloce verso il successo. 

La carriera

Lavorò con i più grandi: Antonioni, Rosi, Faenza, Fellini, Cocteau, Bunuel. Debuttò nel '50, con Non c'è pace tra gli ulivi di De Santis; sarebbe potuta essere anche la mondina di Riso amaro ma la famiglia si era opposta dopo che lei aveva superato il provino. Del 1950 anche il debutto di Michelangelo Antonioni che la volle protagonista nel suo Cronaca di un amore accanto a Massimo Girotti, seguito tre anni dopo poi da  La signora senza camelie. A questi film più autoriali seguirono le commedie rosa di Luciano Emmer (Parigi è sempre Parigi, Le ragazze di piazza di Spagna) e poi la serie di film comico-farseschi con Walter Chiari, con il quale ebbe una relazione.

Nel 1955 il matrimonio che colonizzò i rotocalchi dell'epoca, con il celebre torero spagnolo Luis Miguel Dominguìn, con il quale ebbe tre figli: Miguel Bosè (che decise di usare il nome della madre per la propria carriera artistica), Lucìa Dominguìn e Paola Dominguìn. Aveva 10 nipoti. Una volta finita la relazione, tornò sulle scene, recitando in diversi capolavori, da Satyricon a Sotto il segno dello scorpione.

Il museo degli angeli

Agli inizi degli anni Duemila aveva concentrato le sue energie per il Museo degli angeli, il primo del suo genere del mondo, a Turégano, vicina a Segovia. E il suo amore per il blu cherubino derivava proprio da questo. "Avevo 19 anni e rimasi colpita dagli Angeli di Castel Sant’Angelo; devo fare anch’io qualcosa per gli angeli, pensavo. Sono passati tanti anni, mi sono sposata, ho avuto dei figli e finalmente ho potuto realizzare il sogno della mia vita", disse in un'intervista.

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