Multe di 3mila euro, carcere per chi 'sgarra' e regioni più forti: il nuovo decreto Coronavirus

Ecco tutti i punti del nuovo decreto Coronavirus approvato martedì dal consiglio dei ministri

Via libera al nuovo decreto coronavirus che impone una nuova stretta per il contenimento dell'epidemia di Covid-19. Il nuovo atto, oltre a riordinare le precedenti normative, inasprisce le multe per chi viola le regole: dall'aumento delle sanzioni economiche fino al carcere per chi esce di casa nonostante sia positivo.

Inoltre lo stesso decreto consente ai presidenti delle Regioni l'adozione di misure più restrittive in virtù dell'andamento dell'epidemia, come aveva già lasciato intendere il governatore lombardo Fontana che aveva vinto la sua "battaglia" con Roma proprio in tema di interventi più "forti".

Coronavirus, il nuovo decreto del Governo

Il nuovo decreto legge riordina la disciplina dei provvedimenti adottati in fase emergenziale. "Con i Dpcm - ha spiegato Conte - abbiamo uno strumento flessibile che ci consente di dosare le misure di contenimento e di prevenzione tenendo conto dell'andamento epidemiologico dei coronavirus".

Come si legge nel nuovo decreto approvato dal Governo martedì saranno inasprite le multe per i 'furbetti' che aggirano le regole e  - ha sottolineato il premier - "lasciamo che i presidenti delle regioni possano adottare nell'ambito delle loro competenze anche provvedimenti più restrittivi, più severi e ovviamente però rimane la funzione di coordinamento, di omogeneità che viene assicurata a tutto il territorio nazionale dai nostri interventi".

I nuovi punti del decreto:

  • sono previste multe più salate, da 400 a 3mila euro in sostituzione dell'ammenda di 206 euro prevista finora per i trasgressori del divieto agli spostamenti;
  • non è previsto il fermo amministrativo dei veicoli nel caso di violazione delle regole;
  • i presidenti delle Regioni potranno adottare misure più restrittive;
  • già da ieri è già stato deliberato il via libera all'uso di droni per i controlli delle forze dell'ordine
  • Nei casi di mancato rispetto delle misure previste per pubblici esercizi o attività produttive o commerciali, si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.
  • La violazione intenzionale del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte a quarantena perché risultate positive al virus è punita con la pena di cui all'articolo 452, primo comma, n. 2, del codice penale (reclusione da uno a cinque anni).

Coronavirus, il decreto e la data del 31 luglio

Il decreto prevede che "al fine di contenere e contrastare i rischi sanitari e il diffondersi del contagio, possano essere adottate, su specifiche parti del territorio nazionale o sulla totalità di esso, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al termine dello stato di emergenza, fissato al 31 luglio 2020 dalla delibera assunta dal Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020, una o più tra le misure previste dal decreto stesso".

"L’applicazione delle misure potrà essere modulata in aumento ovvero in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico del predetto virus, una o più tra le misure previste dal decreto stesso, secondo criteri di adeguatezza specifica e principi di proporzionalità al rischio effettivamente presente". 

In sostanza, e non è una cosa da poco, il governo sottolinea che le misure possono essere prolungate fino al 31 luglio - quando cessa formalmente lo stato di emergenza - e non che le limitazioni siano già attive da ora fino al 31 luglio. "Confidiamo - ha detto Conte a proposito - di toglierle molto prima". Al momento, quindi, per l'Italia la prima "scadenza" attiva resta quella del 3 aprile.

Coronavirus, le misure stabilite dal decreto

Tra le misure adottabili stabilite dal nuovo decreto - che ha "unificato" tutti gli altri - rientrano:

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  • la limitazione della circolazione delle persone, il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione per i soggetti in quarantena perché contagiati e la quarantena precauzionale per le persone che hanno avuto contatti stretti con soggetti contagiati;
  • la sospensione dell’attività, la limitazione dell’ingresso o la chiusura di strutture e spazi aperti al pubblico quali luoghi destinati al culto, musei, cinema, teatri, palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, impianti sportivi, sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali, centri ricreativi, parchi, aree gioco, strade urbane;
  • la limitazione, la sospensione o il divieto di svolgere attività ludiche, ricreative, sportive e motorie all’aperto o in luoghi aperti al pubblico, riunioni, assembramenti, congressi, manifestazioni, iniziative o eventi di qualsiasi natura;
  • la sospensione delle cerimonie civili e religiose e la limitazione o la sospensione di eventi e competizioni sportive, anche se privati, nonché di disciplinare le modalità di svolgimento degli allenamenti sportivi all’interno degli stessi luoghi;
  • la possibilità di disporre o di affidare alle competenti autorità statali e regionali la riduzione, la sospensione o la soppressione dei servizi di trasporto di persone e di merci o del trasporto pubblico locale;
  • la sospensione o la chiusura dei servizi educativi per l’infanzia, delle scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni di formazione superiore;
  • la limitazione o la sospensione delle attività delle amministrazioni pubbliche, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;
  • la limitazione, la sospensione o la chiusura delle attività di somministrazione o consumo sul posto di bevande e alimenti, delle fiere, dei mercati e delle attività di vendita al dettaglio, garantendo in ogni caso un’adeguata reperibilità dei generi alimentari e di prima necessità da espletare con modalità idonee ad evitare assembramenti di persone;
  • la limitazione o la sospensione di ogni altra attività d’impresa o di attività professionali e di lavoro autonomo;
  • la possibilità di applicare la modalità di lavoro agile a ogni rapporto di lavoro subordinato anche in deroga alla disciplina vigente;
  • l’obbligo che le attività consentite si svolgano previa assunzione di misure idonee a evitare assembramenti di persone, di garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale e, per i servizi di pubblica necessità, laddove non sia possibile rispettare tale distanza interpersonale, previsione di protocolli di sicurezza anti-contagio, con adozione di strumenti di protezione individuale.

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