Ospedale in Fiera, il primario: "Lo chiuderemo tra due settimane". La Regione frena

Lo ha detto il primario del Policlinico di Milano Antoni Pesenti

Fontana nel cantiere dell'ospedale in Fiera

"Io penso che noi a breve chiuderemo l’attività della Fiera e a breve intendo entro un paio di settimane". Lo ha detto il primario del Policlinico di Milano Antonio Pesenti durante una intervista a Fanpage pubblicata nella giornata di mercoledì 13 maggio.

L'ospedale della Fiera attualmente ospita cinque pazienti Covid. Presenti ha poi aggiunto he l'ospedale in Fiera resterà a disposizione delle "future emergenze". "Il governo — ha precisato — sta preparando un decreto per cui le Regioni dovranno avere una scorta di posti di terapia intensiva: se la Fiera corrisponderà ai requisiti che il governo chiederà, resterà in piedi. Se non corrisponderà verrà chiusa o smantellata. Quello che c’è dentro verrà impiegato in altri ospedali o in altre attività di assistenza"

La replica della Regione

Dalla Regione Lombardia, tuttavia, fanno sapere che non è stata presa ancora alcuna decisione in merito: "ogni decisione relativa alla rete ospedaliera lombarda va inserita nell'ambito di una programmazione che spetta esclusivamente alle scelte strategiche complessive della Direzione generale Welfare della Regione Lombardia".

"In tal senso — conclude la nota della Regione — si evidenzia che sia per l'ospedale della Fiera di Milano, sia per le altre strutture lombarde impegnate prevalentemente al contrasto del Coronavirus, si e' ancora in una fase di valutazione generale e non e' stata presa alcuna decisione".

L'ospedale in Fiera: i numeri

L'ospedale in Fiera era stato inaugurato il 31 marzo 2020. La struttura era stata "pensata per accogliere tecnologicamente fino a un massimo di 208 pazienti", anche se il primo progetto prometteva 400 posti. In totale ne sono stati allestiti 53.

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Il progetto dell'ospedale in Fiera - stando ai dati più volte rivendicati nei giorni passati dal Pirellone - è costato 21 milioni e 153mila euro, tutti raccolti dal 29 marzo attraverso 1.560 donatori. Erano i giorni in cui in Lombardia andava in scena una vera e propria gara di solidarietà, stupenda, con donazioni che raggiungevano anche le cifre mostruose di 10 milioni di euro ad assegno, come quelli staccati da Giuseppe Caprotti o Silvio Berlusconi, che il denaro lo aveva destinato espressamente all'ospedale in Fiera. Ed erano anche i giorni in cui a Piacenza e Crema si lavorava agli ospedali di campo o a Bergamo si creava da zero un ospedale con l'aiuto di Alpini e ultras nerazzurri.

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