Sala lancia "la battaglia del pennarello". Poi, per far ripartire Milano, "apertura graduale"

"Penne e quaderni sono beni essenziali", spiega. E ne ha parlato con governo e prefetto. Poi il pensiero a come riaprire Milano dopo la quarantena

Il sindaco di Milano Beppe Sala lancia ufficialmente "la battaglia del pennarello". Lo ha annunciato scherzosamente (ma non troppo) in un messaggio sui social di aggiornamenti sulla lotta al coronavirus, la mattina di sabato 28 marzo 2020. 

Un problema, questo, che stanno sperimentando tante famiglie con bimbi in quarantena. È impossibile, infatti, reperire nei supermercati materiale di cancelleria, dai pennarelli ai quaderni, bollato come non essenziale. Ma per mamme e papà alle prese con compiti scolastici e lunghi pomeriggi da riempire con i piccoli a casa si tratta davvero di oggetti indispensabili. "Ne ho parlato col prefetto di Milano e con il governo e speriamo che la risolvano in fretta, sono beni essenziali, senza andare in Consiglio dei ministri", ha detto Sala. 

Come pensare alla riapertura di Milano: mobilità, spazi pubblici e aziende

Il primo cittadino, poi, ha anche parlato della conference call che ha effettuato venerdì con gli oltre 90 sindaci del gruppo C40, un sodalizio internazionale di grandi città leader nell'economia contro i cambiamenti climatici, presieduta da Eric Garcetti, sindaco di Los Angeles. Argomento: come gestire il ritorno alla vita normale delle metropoli quando la morsa del Covid-19 si attenuerà. "Non voglio che Milano sia impreparata quando avverà la riapertura", ha detto il numero 1 di Palazzo Marino. Sarà graduale. E si ragiona in tre step.

"Il primo passo sarà rimodulare le infrastrutture - spiega Sala -: dalla mobilità del trasporto pubblico alle infrastrutture digitali, come, per esempio, la disponibilità di banda larga". Poi ci sarà da capire come usufruire degli spazi pubblici, da San Siro ai cinema e ai teatri: "Dovremo ripensare a come usare questi luoghi", chiosa. Infine, il pensiero va a quale modo far ripartire l'economia e il mondo culturale milanese: "Temi da affrontare adesso", dice. 

"Condivido la decisione dell'annullamento del Salone del mobile - conclude -. C'è un unico fatto positivo: non esiste al mondo un'alternativa. Quindi, con pazienza, aspetteremo tutti il 2021".

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