Coronavirus, sulle case popolari di San Siro striscioni a favore delle rivolte nelle carceri

Lo ha denunciato il consigliere comunale di Forza Italia Alessandro De Chirico: "Fatto grave"

Lo striscione fotografato da De Chirico

"Contro il virus del carcere, solidarietà e rivolta". È lo striscione appeso sulla cancellata di un edificio popolare di proprietà di Aler nel quartiere San Siro di Milano. E come questo ce ne sono altri, come denunciato dal consigliere comunale Alessandro De Chirico (Forza Italia).

"Mi auguro che lo Stato inizi a far sentire in maniera molto forte la sua presenza perché è intollerabile che certe persone, forse gli stessi che il 9 marzo erano fuori da San Vittore a incitare i rivoltosi all’interno del penitenziario, restino impunite", ha commentato il consigliere in una nota.

La situazione nelle carceri lombarde

Nelle carceri della Lombardia si sono registrati 24 casi positivi al Coronavirus, di cui 21 nei tre istituti penitenziari milanesi di Bollate, Opera e San Vittore. 230 i casi di isolamento di cui 122 nelle carceri di Milano. I dati sono stati comunicati nella giornata del 27 aprile dal provveditore Pietro Buffa (Dipartimento amministrazioni penintenziarie della Lombardia) nel corso della sottocommissione carceri del Comune di Milano.

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La situazione è particolarmente complessa a San Vittore, dove tra l'altro il 9 marzo si era verificata una clamorosa protesta di un gruppo di detenuti saliti sul tetto dell'edificio. Giacinto Siciliano, direttore della casa circondariale, aveva spiegato che, nel momento in cui è scoppiata l'emergenza sanitaria, all'interno delle mura erano presenti più di 950 uomini e 100 donne, con una situazione di sovraffollamento non ulteriormente gestibile e che, per esempio, non consentiva misure di isolamento.

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