Corteo degli studenti in centro e "No Salvini day": le strade chiuse e i mezzi Atm deviati

La protesta è partita alle 9.30 da largo Cairoli. Tutti i dettagli sul piano traffico

La protesta alla Marina

Studenti in protesta venerdì mattina a Milano. Fumogeni e palazzi del centro imbrattati. Nel mirino dei ragazzi, come sempre, il governo misto Lega e Cinque Stelle, che - secondo i manifestanti - ha portato in Italia "politiche discriminatorie nei confronti dei più deboli e di chi propone un'alternativa a questo sistema" e ha colpito con l'istruzioni con tagli e spese inutili. 

Protesta in centro: vie chiuse e mezzi deviati

I giovani si sono riuniti alle 9.30 in largo Cairoli, da dove è poi partito il corteo. Sugli striscioni campeggiavano slogan come "Salvini, Di Maio, siete nel mirino" e "Liberi di vivere gli spazi sociali".

Non ci sono stati scontri, ma gli attivisti hanno imbrattato le sede della Marina Militare in via Gonzaga, dove sono stati accesi anche alcuni fumogeni. Due i momenti di tensione: quando i manifestanti hanno bruciato le bandiera di Lega e Movimento cinque stelle e quando il corteo ha cercato di superare il cordine di forze dell'ordine per arrivare al consolato americano.

Inevitabilmente, la polizia locale ha chiuso al traffico tutte le strade interessate dal passaggio del serpentone: via Cusani, Broletto, piazza Cordusio, via Orefici, Mazzini, piazza Missori, via Albricci, Larga, Bersiere, largo Augusto, corso di Porta Vittoria, piazza V giornate, viale Bianca Maria, piazzale del Tricolore, corso Monforte, via Vivaio, Mozart, Serbelloni, corso Venezia, via Senato, piazza Cavour, via Manin, Tarchetti, piazza della Repubblica, via Turati, Mangili. 

Disagi anche per i mezzi Atm, con l'azienda che è stata costretta a cambiare il percorso di alcune linee di superficie. "Per permettere lo svolgimento di un corteo in centro - ha informato la società -stiamo deviando queste linee: tram 1, 2, 3, 4, 9, 12, 14, 15, 16, 19, 24, 27, 33 e bus 43, 50, 57, 60, 61, 73, 84, 94".

I motivi della protesta degli studenti

"Negli ultimi mesi l'Italia è stata palcoscenico di politiche discriminatorie nei confronti dei più deboli e di chi propone un'alternativa a questo sistema: i migranti, gli abitanti delle periferie e dei quartieri popolari, gli occupanti, i centri politici di aggregazione socialità sono stati presi mira dal nuovo governo", l'attacco dei ragazzi. 

"Con il nuovo anno scolastico è iniziata anche l'applicazione del 'Piano Scuole Sicure' il quale prevede, per le città italiane con oltre 200mila abitanti, lo stanziamento di un fondo complessivo di 2,5 milioni di euro per incrementare controlli, assumere agenti della polizia locale a tempo determinato e installare impianti di videosorveglianza al fine di contrastare il fenomeno dello spaccio. L’utilizzo di queste pratiche di repressione e non basate su metodi istruttivi verte - il j'accuse dei giovani - verso un modello scolastico fortemente chiuso ed esclusivo, dove chi sbaglia viene emarginato invece che formato".

E a far arrabbiare gli studenti è anche la condizioni delle loro scuole: "Tre milioni e mezzo di studenti hanno abbandonato la scuola dal 1995 ad oggi e 150 mila sono in media gli abbandoni l’anno, cifra che cresce progressivamente. La situazione scolastica italiana è critica e la colpa è delle istituzioni. Le condizioni in cui riversano gli stabili scolastici è pessima - scrivono i ragazzi in un comunicato - molti edifici non sono a norma, solo il 5% risultano essere sicuri in caso di terremoto e il 58% sono adeguati alla legislazione anti incendio". 

Non solo scuola, però. Perché i ragazzi sono scesi in piazza anche "contro un governo che supporta la creazione di Lager per migranti. I centri di permanenza per il rimpatrio sono infatti stabili ideati per rinchiudere, identificare e rimpatriare le persone prive del permesso di soggiorno nel minor tempo possibile. Le condizioni dei centri sono paragonabili ad un ambiente carcerario, con sbarre e alte cancellate metalliche, dove è impedito ai migranti di muoversi liberamente da uno spazio all’altro senza l’accompagnamento delle forze dell’ordine".

E sempre il 16 novembre, proprio nel giorno degli studenti, il coordinamento dei collettivi studenteschi ha organizzato il "No Salvini day" per - scrivono i manifestanti in un comunicato - "incanalare tutto il nostro odio verso il vero responsabile dell'attuale ondata autoritaria, razzista e corrotta".
 

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