Delpini a pranzo con senzatetto, profughi e anziani: "C'è bisogno di doni non materiali"

Per Natale il monsignore ha condiviso la tavola con i più deboli nell'ambito di una delle iniziative dalla Comunità di Sant'Egidio

Il pranzo di solidarietà

L'arcivescovo Mario Enrico Delpini ha pranzato con i senza dimora, i profughi, gli anziani, i rom e gli indigenti accolti per Natale dalla Comunità di Sant'Egidio nella chiesa di San Bernardino alle Monache, in via Lanzone.

"Siamo qui per celebrare insieme l’amicizia in un mondo che non ha bisogno solo di beni materiali ma di doni che rendono migliore la vita - ha dichiarato il monsignore -. Questo pranzo è un segno che invita tutta la città a capire la necessità di condividere i doni che si hanno”.

Grazie ai 'pranzi di famiglia' organizzati dalla Comunità, anziani, migranti e profughi, famiglie rom, persone di strada, segnati da tante povertà diverse, hanno pranzato insieme in otto luoghi nella città. "Tra di loro - annota la Comunità - anche alcuni profughi ospiti presso i centri di accoglienza cittadini, a rischio di espulsione e di diventare nuovi 'nuovi senzatetto' a seguito del Decreto Sicurezza". 

Oltre 500 i volontari che si sono adoperati nella preparazione del prazo, nell'accoglienza degli ospiti e nel servizio a tavola. "La larga partecipazione di quest’anno - ha commentato la Comunità - dimostra che è possibile rispondere alla cultura della rassegnazione e della chiusura, che a volte sembra dominante, restituendo a tanti la speranza di un futuro da costruire insieme”.

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