Milano, sequestrato un immobile da 4 milioni di euro nella Galleria dietro al Duomo: il fatto

Il sequestro contro un soggetto indagato per riciclaggio, bancarotta fraudolenta e non solo

Milano

I militari della guardia di finanza di Lecco, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Milano, Donata Patricia Costa, hanno dato esecuzione al sequestro preventivo di un immobile di pregio rintracciabile all'interno della Galleria Pattari di piazza Duomo, valutato quattro milioni di euro. A subire il sequestro, stando a fonti della guardia di finanza, è stato un soggetto indagato per i reati di autoriciclaggio, bancarotta fraudolenta e compensazioni tributarie con crediti inesistenti. Il provvedimento di sequestro, emesso d'urgenza dal pm, è stato convalidato, in un secondo momento, dal gip milanese Luigi Gargiulo, il quale ha emesso anche un proprio provvedimento di sequestro preventivo.

Distratti soldi per venticinque milioni di euro

L'attività d'indagine eseguita ha consentito di ricostruire una serie di condotte dissipative e distrattive ammontanti a venticinque milioni di euro, eseguiti a danno del patrimonio da una società operante su tutto il territorio nazionale nel settore delle compravendite immobiliari, dichiarata fallita dal tribunale di Milano lo scorso novembre 2018. Fra le varie condotte è stata accertata anche la distrazione dell'immobile, oggetto di sequestro preventivo, successivamente occupato da un indagato, il sedicente consulente tributario della fallita attività, per praticare delle compensazioni tributarie eseguite dallo stesso con crediti inesistenti per oltre quattro milioni e mezzo di euro. La pratica aveva lo scopo di ridurre, in via fittizia, il rilevante debito tributario della società.

Per strada con la patente revocata e il Range dell'azienda fallita

Le indagini hanno consentito, in aggiunta, di sottoporre a sequestro i proventi delle indebite compensazioni d'imposta operate anche in favore di altre società, consistenti in arredamenti di pregio del valore di quattrocentomila euro, beni preziosi del valore di duecentosessantamila euro, nonchè di denaro contante e di un'autovettura Range Rover Velar, appartenente a un'ulteriore società dichiarata fallita. Auto che l'indagato aveva l'abitudine di utilizzare senza alcuni titolo e, aggravante, con la patente revocata.

«L'attività svolta dalla polizia economico-finanziaria - sottolinea la Ggardia di finanza - sottolinea ancora una volta come la finanza sia oggi riferimento primario a garanzia dell'interesse pubblico, del cittadino, delle imprese sane e svolga un ruolo primario nell'aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati, volto a impedire la reimmissione di denaro di provenienza delittuosa nel mercato economico legale».

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