Liliana Segre interrompe gli incontri nelle scuole sulla Shoah, il figlio: «È provata dall'età»

L'esponente di spicco della comunità ebraica di Milano interromperà gli incontri ad aprile ad Arezzo

Liliana Segre

Per anni ha taciuto gli orrori che ha vissuto sulla sua pelle. Quando ha iniziato a testimoniare quello che ha dovuto subire non ha più smesso. Tuttavia termineranno ad aprile gli incontri nelle scuole per testimoniare la realtà storica della Shoah di Liliana Segre, esponente di spicco della comunità ebraica milanese, deportata dai nazisti e sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz. Lo staff della senatrice a vita ha anticipato - attraverso la testata "Il Ducato" dell'Ifg, istituto formazione giornalistica, di Urbino - questo proposito legato alla sua età avanzata.

"Mi sento ancora quella bambina a cui proibirono la scuola perché ebrea"

La senatrice a vita, 90 anni il prossimo 10 settembre, terminerà i suoi incontri con un incontro già fissato in agenda in una scuola di Arezzo (Toscana), ma, come ha spiegato il figlio Luciano Belli Paci, «questo non vuol dire che non continuerà a testimoniare la sua esperienza».

La Segre, sotto scorta da novembre, ha raccontato di aver iniziato ad affrontare l'argomento Shoah quando era diventata una ragazza con i capelli d'argento: «Ho iniziato a parlare ai ragazzi quando sono diventata nonna — aveva spiegato agli studenti della Bocconi il 15 novembre 2019 —. Ma quando lo sono diventata, dentro di me sono diventata nonna anche di me stessa. E quella ragazzina, tornata col suo stupore per il male altrui, ha cominciato a farmi una pena profonda. Mi vedo là, ma non sono io: sono mia nipote. Come ha fatto quella bambina a uscire indenne da un’esperienza del genere, da quell’odio organizzato?».

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