"Ci sgomberano senza alternativa": il presidio contro l'abbattimento di via Lorenteggio 181

Abitanti, comitato Lorenteggio-Giambellino e sindacati di inquilini protestano. "La riqualificazione del quartiere non va a vantaggio di chi ci vive"

via Lorenteggio 181

Presidio antisgombero davanti al civico 181 di via Lorenteggio nella mattinata di giovedì 10 maggio. Lo hanno organizzato alcuni inquilini dell'edificio, una cui ala è in procinto di essere abbattuta secondo i piani di Aler e del Comune di Milano in vista del grande progetto di riqualificazione che interesserà tutta la zona Lorenteggio-Giambellino e per la quale sono stati stanziati più di 90 milioni di euro da parte delle istituzioni coinvolte.

Nell'ala interessata dal prossimo abbattimento vivono attualmente una ventina di famiglie con diversi minori integrati nelle scuole del quartiere. Alcuni di questi nuclei familiari sono formalmente abusivi anche se è in vigore, a partire dal 2016, un protocollo d'intesa stipulato dal Comune, dall'Aler e dai sindacati degli inquilini (in vista del progetto di riqualificazione) per intervenire con politiche di welfare anche sui cosiddetti "occupanti per necessità".

Renzo Piano coinvolto nella riqualificazione di Lorenteggio

Nella mattinata di giovedì 10 maggio era in programma un intervento da parte dei tecnici per "staccare" acqua e luce agli alloggi. «Uno sgombero bianco», spiegano i sindacati Sicet-Cisl e Unione Inquilini, «per invitare le famiglie a 'sloggiare' senza intervenire con la forza. Ma noi vogliamo che si applichi il protocollo. Invece non c'è interlocuzione né con Aler né coi servizi sociali del Comune di Milano».

Lorenteggio, il concorso per la nuova biblioteca

Sul posto, a sostenere gli abitanti dello stabile, anche il comitato Giambellino-Lorenteggio, che critica fortemente il progetto di riqualificazione. «Sulla carta è evidente che il quartiere abbia bisogno di un intervento perché gli stabili sono fatiscenti», chiarisce un rappresentante, «ma questo progetto da più di 90 milioni non è fatto per chi vive già nella zona, bensì è pensato per chi verrà a viverci dopo che gli stabili saranno stati ristrutturati e sarà cambiata la destinazione da casa popolare a residenziale». 

Il civico 181 è tra i più "malandati" di tutta la via. E' qui che da un balcone cadde improvvisamente un pezzo di muratura, che solo per miracolo non provocò danni a nessuno. Aler ha valutato che le condizioni di questo edificio sono troppo compromesse perché sia conveniente la ristrutturazione: di qui la scelta di abbattere. «Ma serve anche spazio per creare un parcheggio per la futura stazione della linea 4 del metrò», spiega il comitato.

La riqualificazione del quartiere

La nuova biblioteca sarà il "fiore all'occhiello" del quartiere: non soltanto uno spazio per prendere a prestito libri e leggerli, ma un vero e proprio punto d'incontro per gli abitanti, al fine di garantire una migliore integrazione e coesione. Ma il progetto è molto di più, e ha coinvolto anche l'archistar e senatore a vita Renzo Piano. Nuova illuminazione, bottteghe sociali, laboratorio di quartiere, più sostegno a chi è in difficoltà e naturalmente la ristrutturazione di alloggi e palazzi popolari. 

E poi una "piazza lineare" in via Segneri e gli interventi in via Odazio, con un arredo urbano rinnovato e il nuovo mercato rionale, su cui Piano è intervenuto con la sua creatività dirigendo il gruppo di lavoro G124. Un rinnovamento urbanistico ed edilizio per dare un nuovo volto e nuova vita all'intero quartiere.

Sul piano prettamente edilizio saranno interessati 25 fabbricati per la bonifica dell'amianto (800 alloggi) e 12 fabbricati per la ristrutturazione (400 alloggi), a cui aggiungere 240 alloggi attualmente sfitti e non assegnabili per le cattive condizioni di manutenzione e che spesso sono oggetto di occupazioni abusive, recuperati con fondi assegnati alla Regione.

E per il processo di mobilità sono state messe a disposizione risorse regionali per 4,2 milioni di euro. L’intervento di riqualificazione complessivamente potrà così interessare circa 1.500 famiglie (di cui circa 700 con alloggi completamente nuovi). Ma è proprio sul processo di mobilità che, secondo i sindacati degli inquilini e i comitati di quartiere, qualcosa si è incrinato. Fino ad arrivare agli sgomberi senza alternative nonostante il protocollo invocato il 10 maggio da chi ha effettuato il presidio davanti al civico 181 di via Lorenteggio.

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