Milano, Majorino contro il Cpr di via Corelli: "È soltanto un micidiale carcere per immigrati"

L'ex assessore alle politiche sociali del comune di Milano contro Salvini e il nuovo Cpr

Salvini al cantiere per il Cpr

Questo Cpr "non s'ha da fare". Non ha dubbi Pierfrancesco Majorino, l'ex assessore alle politiche sociali del comune di Milano - attuale eurodeputato - che domenica mattina ha ribadito il suo secco no al "Centro di permanenza per i rimpatri" che dovrebbe aprire ad ottobre in via Corelli, anche su spinta del ministro dell'Interno, Matteo Salvini. 

"Giorni fa ho visitato il Cpr di via Corelli. Cioè un micidiale carcere per immigrati del nord Italia che sta per essere aperto. E che invece deve poter diventare una struttura temporanea per senzatetto, italiani e stranieri", ha scritto su Facebook Majorino, proponendo già una soluzione alternativa.

"Poniamo che tra qualche settimana l'orribile Salvini non è più Ministro dell'Interno. Ecco per me, rispetto al Cpr non cambia niente. La lotta per evitare che il Cpr nasca deve proseguire a prescindere.  Al di là di chi è che governa. Quindi - ha concluso - facciamola".

Lo stesso Majorino, lo scorso 9 agosto, aveva fatto visita al cantiere della struttura, che a regime pieno ospiterà fino a 140 migranti in attesa dell'espulsione. E già aveva attaccato: "Il clima è teso, in città non c'erano mai state rivolte di profughi prima che Matteo Salvini diventasse ministro dell'Interno. Guarda caso si sono verificate proprio nei giorni in cui il parlamento discuteva il decreto sicurezza bis". 

E ancora: "Questi spazi potrebbero tranquillamente essere usati per altre esigenze abitative, ad esempio per dare una casa ai senzatetto, invece saranno usati per rinchiudere i migranti. La verità è che molte di queste persone sono per la strada proprio a causa delle politiche di questo governo e ho il sospetto che questo faccia solo comodo al ministro Salvini per fini di propaganda elettorale".

Lo stesso Salvini a fine luglio era andato al cantiere di via Corelli - dove in passato c'era già un Cie - e aveva esultato perché i lavori procedono spediti. "Con questo - aveva commentato - potremmo espellere più persone perché avremo più posti, la cosa era ferma da anni".

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