"Black lives matter", a Milano il ricordo di George Floyd: "Il razzismo non fa respirare"

Domenica appuntamento in piazza Duca d'Aosta per una manifestazione contro il razzismo

Dagli Stati Uniti all'Italia. Da New York alla Madonnina. Da Minneapolis a Milano. La "rabbia nera" arriva anche nel capoluogo meneghino, dove per domenica 7 giugno è stata organizzata una manifestazione in ricordo di George Floyd, il 46enne afroamericano morto nei giorni scorsi in Minnesota durante un fermo di polizia dopo che un agente gli ha premuto il ginocchio sul collo per quasi nove minuti. La mobilitazione, organizzata per le 16 in piazza Duca d'Aosta, sposa il motto "black lives matter" - "le vite dei neri contano" -, che sta guidando tante dimostrazioni in giro per il mondo. 

A lanciare l'iniziativa sono stati "Razzismo brutta storia", un associazione che combatte tutte le forme di discriminazione, e "Abba Vive", il gruppo nato per ricordare il 19enne ucciso nel 2008 a Milano da padre e figlio che lo avevano sorpreso a rubare un pacco di biscotti nel loro locale di via Zuretti. 

"La ferocia razzista che abbiamo visto uccidere George Floyd e i bambini nelle favelas in Brasile è sorretta da un sistema di oppressione che si autoassolve continuamente, per andare avanti ad agire indisturbato. Per contrastarlo non basta denunciarlo, bisogna metterlo in discussione, scardinarlo dalle sue fondamenta culturali ed economiche. Il razzismo non fa respirare", scrivono gli organizzatori, citando così anche quel "I can't breath" pronunciato da Floyd in punto di morte e che ora è diventato un altro motto delle manifestazioni.

"In Italia black lives matter significa affrontare l'afrofobia, smettere di identificare il corpo nero come corpo straniero, mettersi in ascolto e dare voce alle persone nere e razzializzate, rinunciare ai propri privilegi e mettere in discussione un sistema che concede a pochi di vivere sulle spalle di molti, significa non rimandare più la riforma per la cittadinanza", hanno sottolineato.

E ancora, di nuovo: "Il razzismo non fa respirare. È come polvere nell'aria. Sembra invisibile, anche quando ti toglie il respiro fino a farti soffocare - si legge nell'annuncio della mobilitazione -. Se si fa entrare il sole invece riesci a vederlo: è ovunque. Fino a quando faremo luce, avremo la possibilità di eliminarlo ovunque esso sia. Ma dobbiamo essere vigili, perché è sempre nell'aria".

Già giovedì scorso ragazze e ragazzi avevano fatto sentire la propria voce sotto il consolato Usa a Milano per esprimere tutta la loro rabbia per la morte del 46enne. "Ci siamo uniti al grido di lotta e di dolore che sta scuotendo Minneapolis. George Floyd è morto perché il razzismo permea il nostro modo di percepire le cose - avevano spiegato -. Viviamo immersi in un sistema razzista, che divide l'umanità in scale di valori, che definiscono la possibilità di esistere o meno, vivere o morire".

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