La politica curda assassinata, il chimico eroe di Chernobyl, il filosofo antifascista: ecco tutti i nuovi Giusti

Sono sei le personalità (una è collettiva) scelte per il 2020 che saranno ospitate nel Giardino dei Giusti al Monte Stella

Legasov, il chimico di Chernobyl (crediti: USFCRFC)

Sono state scelte le personalità da "aggiungere" al Giardino dei Giusti del Monte Stella, recentemente riqualificato. La cerimonia si terrà il 6 marzo 2020 in occasione della Giornata dei Giusti dell'umanità, e tra i nomi spicca decisamente quello dell'attivista curca Hevrin Khalaf, uccisa da miliziani del terrorismo di matrice islamica nel mese di ottobre del 2019, nell'ambito della crisi scoppiata in Siria del Nord con l'invasione turca nei territori controllati dal popolo curdo. La donna, leader del Partito per il Futuro della Siria, è stata catturata mentre era in automobile con il suo autista, e brutalmente assassinata.

Classe 1984, ingegnere di formazione e particolarmente nota per la sua capacità diplomatica, Khalaf aveva partecipato alle negoziazioni con gli Stati Uniti e il suo partito partecipava all'amministrazione autonoma del Rojava, il territorio curdo nel Nord della Siria. Un'altra nuova Giusta è Yusra Mardini, classe 1998, nuotatrice siriana famosa per avere nuotato, nell'agosto del 2015, per tre ore e mezzo, per cinque chilometri di mare dalla città turca di Smirne all'isola greca di Lesbo, spingendo (con altre due compagne) il gommone che trasportava lei e altri profughi. Nata nel 1998, vive in Germania come rifugiata. Ha partecipato ai giochi olimpici di Rio de Janeiro nel 2016 nella neonata squadra degli Atleti Olimpici Rifugiati.

Troviamo poi il geofisico americano Wallace Broecker, "pioniere" dei cambiamenti climatici poiché fin dal 1975 previde la crescita della temperatura media globale, anticipando di molti anni il dibattito pubblico sul riscaldamento globale. E ancora il chimico russo Valerij Legasov, che immediatamente dopo la tragedia di Chernobyl del 1986 partecipò alla commissione statale sul disastro, premendo sui colleghi scienziati affinché fossero prese importanti decisioni come l'evacuazione totale della città più prossima alla centrale nucleare, Prypjat, per prevenire catastrofiche conseguenze a lungo termine sulla popolazione. Ostracizzato dal governo sovietico, che non voleva ammettere i difetti strutturali della centrale, si suicidò nel secondo anniversario del disastro, non prima di avere registrato nastri in cui ricostruiva la verità di tutta la vicenda. Nel 1996 fu nominato Eroe della Federazione Russa dall'allora presidente Boris Eltsin. La sua figura è tornata nota al grande pubblico grazie alla miniserie tv "Chernobyl" del 2019. 

E ancora, le Donne di Rosenstrasse, che nel febbraio e marzo del 1943 inscenarono una protesta non violenta nella omonima strada di Berlino per difendere i loro mariti e parenti ebrei che erano stati arrestati (e alla fine furono liberati): fu uno dei (pochi) casi di opposizione manifesta all'olocausto. Si arrivò a circa 6 mila manifestanti. Al posto dell'edificio in cui erano stati tenuti prigionieri gli uomini (distrutto verso la fine della guerra da un bombardamento alleato) c'è ora una colonna rosa alta quasi tre metri. Ed infine il filosofo Piero Martinetti, docente di filosofia teoretica e morale dal 1906 al 1931 all'Accademia scientifico-letteraria di Milano (dal 1923 Regia Università degli Studi di Milano). Nel 1923 rifiutò la nomina di accademico dei Lincei per protesta contro la marcia su Roma e la successiva nomina di Mussolini a presidente del consiglio. Nel 1931 fu uno degli 11 docenti universitari italiani (su oltre 1.200), e l'unico con cattedra di filosofia, a rifiutare di giurare fedeltà al fascismo e, per questo, venne estromesso dall'insegnamento accademico.

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