Olimpiadi invernali, Calgary verso ritiro: in gara solo Milano-Cortina e Stoccolma

Un referendum nella città canadese ha detto no ad ospitare i giochi

Olimpiadi invernali (repertorio)

I cittadini di Calgary - in corsa contro Milano-Cortina e Stoccolma per ospitare i prossimi giochi olimpici invernali - hanno detto di no alla candidatura della città canadese. Con tutta probabilità, visto che i politici locali hanno dichiarato che non proseguiranno senza il supporto di chi li ha votati, la città canadese andrà verso il ritiro del proprio dossier per ospitare le Olimpiadi invernali 2026. Di conseguenza in corsa rimarrebbero sole le altre due candidate: Milano-Cortina e Stoccolma.

La conseguenza

"Il più grande ostacolo a ciò che stiamo facendo (nel promuovere la candidatura, ndr) - ha dichiarato l'ex capo della polizia di Calgary, Rick Hanson - è la generale perdita di fiducia che la gente ha nei confronti delle Olimpiadi. La gente è diventata molto cinica, soprattutto sui giochi olimpici". A commentare il referendum anche il presidente di 'Calgary 2026', che ha detto: "Sono deluso del risultato, ma ovviamente rispetto il processo democratico".

Secondo quanto riferito dal Calgary Herald a votare contro la candidatura della loro città per accogliere i giochi olimpici sono stati quasi sei cittadini su 10, con 171.750 voti contrari su un totale di 304.774 voti. La decisione definitiva sul ritiro di Calgary, ad ogni modo, spetta al consiglio municipale, che deve ratificare l'esito del voto. Se, come altamente probabile, la città canadese si tirerà indietro, in corsa rimarranno, per forza di cosa, le uniche candidate rimaste: Milano-Cortina o Stoccolma.

La candidatura italiana

La candidatura italiana sembrerebbe particolarmente promettente anche alla luce dei problemi di natura politica ed economica, tra governo nazionale e locale, che Stoccolma sta sperimentando. 

Il 28 novembre il dossier sulla candidatura azzurra sarà presentata al Cio, a Tokyo, dal presidente del Coni Malagò, insieme con il sindaco di Milano, Beppe Sala e con il governatore Veneto, Luca Zaia. Nel frattempo, il ministro dell'Interno, Matteo Salvini ha promesso che, qualora non dovessero  bastare fondi privati, lo Stato farà "l'ultimo sforzo".

Il vicepremier in un'intervista a leggo.it ha anche detto di aver visto il dossier di candidatura Milano-Cortina e di averlo valutato come "uno di quelli a minor impatto economico della storia anche perché moltissime infrastrutture già ci sono".
   
   

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