Piazza d'Armi sempre più verde: il Pgt ora prevede una quota del 75%

E la guardia di finanza è interessata a insediare i suoi nuovi uffici al posto dei magazzini militari, che saranno "liberati" dal vincolo imposto dall'ex ministro Bonisoli

Piazza d'Armi oggi

Piazza d'Armi, in zona Forze Armate, sarà ancora più verde del previsto. Se a fine agosto la giunta milanese aveva accolto alcune osservazioni al Piano di Governo del Territorio per portare la quota dal 50 al 70%, ora, attraverso un emendamento di Carlo Monguzzi (Pd) e Natascia Tosoni (Milano Progressista), si passa al 75%. I due consiglieri avrebbero in realtà voluto preservare a verde pubblico l'80% dell'area, ma attraverso una mediazione si è arrivati alla quota definitiva.

L'area fa parte del Demanio militare (è attigua all'ex caserma di piazza Perrucchetti). Da anni è in gestione a Invimit, società del Ministero dell'Economia e delle Finanze, incaricata di farla fruttare economicamente. La prima idea (subito scartata dalla stessa Invimit) era quella di realizzare 4 mila appartamenti. Il progetto più concreto di cui si era parlato prevedeva invece l'interesse dell'Inter nel portarer in piazza d'Armi tutti i suoi campi d'allenamento (Pinetina e Interello) e la nuova sede; ma il club nerazzurro ha poi soprasseduto.

Nel frattempo nel quartiere diverse associazioni (tra cui Le Giardiniere) lottavano per preservare integralmente il verde, nel frattempo cresciuto spontaneamente, trasformandolo in un parco urbano con agricoltura biologica per autosostenersi. Col tempo, il Comune di Milano ha sposato l'idea del grande parco pur consapevole che occorreva unirlo a una "funzione urbana" non residenziale per rispettare il mandato di valorizzazione economica a cui deve attenersi Invimit. 

L'indice di edificabilità è sensibilmente sceso nel tempo, e la guardia di finanza si è dichiarata interessata a spostare i suoi uffici dove oggi sono eretti gli ex magazzini militari. Che andranno necessariamente abbattuti, a parte uno. Su questi edifici, però, si è giocata l'ultima partita (in ordine di tempo), che ha visto contrapposto il Comune e l'ormai ex ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli. L'esponente dei 5 Stelle aveva posto il vincolo paesaggistico su tutti i magazzini, rendendoli "intoccabili". 

Il nuovo ministro, l'esponente del Pd Dario Franceschini, è però pronto a rivedere il vincolo, "liberando" i magazzini (pare che uno, però, rimarrà in piedi) e consentendo quindi l'edificazione dei nuovi uffici della guardia di finanza (che non saranno, comunque, più alti degli attuali). «Per Invimit non ci sono più scuse», ha dichiarato l'assessore all'urbanistica Pierfrancesco Maran: «Bisogna partire con il progetto e realizzare il nuovo parco, che sarà la porta d'accesso al sistema dei parchi dell'ovest Milano». E Monguzzi chiede che il 5% "perso" nella mediazione sia ricavato nel quartiere, "depavimentando" qualcosa. 

Nel quartiere già chiedono a gran voce un corridoio verde per connettere il futuro parco di piazza d'Armi con il vicino parco delle Cave. Un primo "nodo" per unire davvero quel sistema verde che caratterizza la periferia ovest della città e che comprende anche il Bosco in Città e il Parco di Trenno (a nord) oltre al parco dei Fontanili (a sud).

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