Piazza d'Armi, sarà rivisto il vincolo: via libera al parco pensato dal Comune di Milano

Il nuovo ministro dei Beni Culturali Franceschini è pronto a rimuovere il vincolo apposto dal predecessore

Piazza d'Armi

Il neo ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini sta per rivedere il vincolo apposto il 22 maggio 2019 su piazza d'Armi dal suo predecessore Alberto Bonisoli, "liberando" l'area e permettendo una riqualificazione che, comunque, terrà conto delle decisioni già prese, a suo tempo, da Palazzo Marino nel Pgt, nonché da due ulteriori osservazioni al Piano accolte di recente dalla giunta milanese. Decisioni e osservazioni che, in ogni caso, garantiscono la presenza e la permanenza di un grande polmone verde nell'area, che consta di circa 400 mila metri quadrati.

L'area, attigua all'ex caserma Perrucchetti, è di proprietà del Demanio militare che l'ha data in gestione, con altre, a Invimit, società del Ministero dell'Economia, affinché la valorizzi dal punto di vista economico. Nel frattempo su piazza d'Armi si è sviluppato un grande parco spontaneo che alcune associazioni locali, tra cui Le Giardiniere, vorrebbero preservare integralmente, favorendo un'agricolutra di prossimità che sostenga economicamente la preservazione stessa del verde.

Attorrno all'area sono presenti diversi ex magazzini militari recentemente sgomberati da una occupazione abusiva; è soprattutto su questi (visto che il Pgt del Comune di Milano già mantiene il verde all'interno) che si giocava il nodo del vincolo apposto da Bonisoli. Si tratta di edifici abbandonati e in disuso, che dovrebbero essere in gran parte abbattuti per realizzarvi quei servizi non residenziali indispensabili alla valorizzazione di tutta l'area, come da obiettivo di Invimit (e del Demanio militare). 

Soltanto la revisione del vincolo apposto da Bonisoli potrà portare a superare l'impasse e consentire la realizzazione delle opere "di contorno" al parco che serviranno alla valorizzazione economica. Il cambio del governo con il ritorno di Franceschini ai Beni Culturali aveva fatto sperare nella rimozione o riformulazione del vincolo, ed ora è praticamente certo che ciò avverrà. 

Forestazione e verde al 70%

Risale al mese di luglio del 2018 l'annuncio dell'assessore all'urbanistica Pierfrancesco Maran secondo cui per piazza d'Armi il Comune aveva in mente la preservazione del parco con una "grande funzione urbana" definita da un progetto non residenziale intorno. A gennaio del 2019, nell'ambito della votazione del Pgt in consiglio comunale, è stata confermata (attraverso un emendamento del Movimento 5 Stelle) la "forestazione" di piazza d'Armi, mantenendo però la "grande funzione urbana" che, tra l'altro, consente di ridurre sensibilmente l'indice di edificabilità.

Successivamente è arrivato (inaspettato) il vincolo del Ministero. E, il 30 agosto, la giunta ha accolto le due osservazioni al Pgt di cui si accennava: una di queste conferma ancora una volta la "grande funzione urbana", l'altra aumenta la quota di verde dal 50 al 70%, ribadendo quindi quale sarà il futuro di piazza d'Armi: il più possibile verde pubblico. E poiché il parco attualmente esistente, essendo spontaneo e in un'area privata, è sostanzialmente inaccessibile alla città, questo significa anche un nuovo parco per questo spicchio di Milano. Che può già vantare nelle vicinanze il Parco delle Cave. Un'occasione per connettere i due polmoni verdi? 

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