Milano, quasi mille donne in 6 mesi hanno chiesto aiuto ai centri antiviolenza

In occasione della giornata mondiale del 25 novembre: "Non è normale che sia normale"

Sala e la compagna

Sono 940 le donne che, solo nel primo semestre del 2018, si sono rivolte ai centri antiviolenza convenzionati con il Comune di Milano. Di queste, la maggior parte (506) ha un’età compresa tra i 30 e i 49 anni, mentre 208 sono giovani ragazze under 30 a cui si aggiungono anche 24 persone non ancora maggiorenni. Si tratta dei dati aggiornati del Comune di Milano forniti in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999.

Molte delle donne che si presentano agli sportelli o contattano telefonicamente i centri denunciano maltrattamenti fisici (638), psicologici (666), sessuali (178), di tipo economico (136) o legati a comportamenti persecutori (115). Sono per la maggior parte lavoratrici (490), anche se elevato è anche il numero delle disoccupate (226) e delle studentesse (68).

In 541 casi i loro ‘aguzzini’ sono mariti, ex mariti, conviventi o ex conviventi, partner o ex partner, ma si registrano anche casi in cui la violenza arriva da parte di altri familiari (98) o di persone conoscenti (84). A loro le strutture convenzionate con il Comune hanno offerto ascolto attraverso colloqui telefonici o in sede, assistenza sanitaria, assistenza legale, consulenza psicologica o psichiatrica, facilitando in molti casi la loro presa in carico da parte dei servizi sociali.

In totale nel 2018 i centri hanno stabilito contatti con 7mila donne, attivando interventi per circa 2.200 di esse.

“Il Comune di Milano – ha commentato l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino – è in prima fila nella lotta alla violenza di genere. Le attività messe in campo puntano da un lato alla sensibilizzazione e dall’altro all’avviamento e al supporto di progetti concreti come i centri antiviolenza. Quest’anno l’Amministrazione ha stanziato risorse per oltre un milione di euro per il sostegno ai centri e le azioni di prevenzione e informazione e puntiamo a rafforzare sempre di più il nostro impegno”.

Grazie alla partecipazione attiva di molte associazioni, il programma delle iniziative organizzate in occasione del 25 novembre sarà ricco di appuntamenti dedicati al tema della violenza e non solo. Per la prima volta grazie all’impegno della Delegata del Sindaco per le pari opportunità di genere, Daria Colombo, la bandiera civica di Palazzo Marino sarà listata a mezz’asta. La proposta è stata condivisa e supportata dalla Commissione consiliare per le Pari Opportunità e Diritti Civili, presieduta dalla consigliera Diana De Marchi, che con un apposito Ordine del Giorno presentato in aula ha raccolto l’approvazione di tutto il Consiglio comunale.

Come Milano, molti altri comuni (tra cui Roma, Torino, Padova, Bologna, Bari, Napoli, Cagliari) faranno lo stesso.

Sala e Fontana: "Rispettate le donne"

Un segno rosso, simbolo della campagna, sul proprio viso. E una parola: "Rispettale", seguita dall'hashtag #nonènormalechesianormale, che indica la campagna per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre. Anche il sindaco di Milano Beppe Sala partecipa all'iniziativa, fotografandosi accanto alla sua compagna Chiara Bazoli.

Rispettale. #nonènormalechesianormale

Un post condiviso da Giuseppe Sala (@beppesala) in data:

E segue il primo cittadino anche il governatore regionale Attilio Fontana: "Chi usa violenza contro le donne è un mostro". Fontana ha pubblicato una foto che lo ritrae seduto sulla panchina rossa posizionata nei giorni scorsi per iniziativa della Regione in Piazza Città di Lombardia. "Sedersi su questa panchina rossa, simbolo del contrasto a questo tristissimo fenomeno significa fermarsi un attimo per meditare su cosa si deve ancora fare per difendere chi subisce violenza" ha scritto il governatore.

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