Milano, i lavoratori dello sport protestano davanti a San Siro: "Siamo senza tutele"

I lavoratori hanno manifestato davanti allo stadio di San Siro nella mattinata di venerdì 29 maggio

Uno dei lavoratori durante la protesta (foto Mianews)

Cartelloni in braccio e volti mascherati. Così, davanti allo Stadio San Siro di Milano, hanno manifestato i lavoratori dello sport nella mattinata di venerdì 29 maggio. Il motivo? "Il nostro lavoro — hanno dichiarato — è considerato di serie B, non abbiamo coperture per infortunio o malattia né maternità retribuita, siamo senza contributi pensionistici, trattamento di fine rapporto, assegni familiari, ferie pagate o ammortizzatori sociali".

Il presidio è stato organizzato da Slc Cgil Milano e Nidil Cgil Milano con il Comitato diritti lavoratori sportivi che sottolineano come "in Italia, il settore economico dello Sport rappresenta il 3% del PIL nazionale, e coinvolge un numero superiore a 1 milione di addetti", ma "solo i lavoratori di sei discipline sportive – tra cui le maggiori, calcio e ciclismo – sono considerati veri e propri professionisti dello sport: per i lavoratori di tutte le altre discipline considerate dilettantistiche, la tipologia del rapporto lavorativo più diffusa è quella della collaborazione sportiva dilettantistica, formula che non è regolamentata normativamente e di fatto, corrisponde a un lavoro senza diritti e né in alcun modo tutelato".

E la situazione si è aggravata con l'emergenza coronavirus. Mentre gli impianti delle  attività sportive riaprono, i collaboratori sportivi "rientreranno al lavoro senza alcuna tutela previdenziale né alcuna tutela infortunistica, condizione questa che, in emergenza Covid, penalizza ancora di più tutti e tutte i lavoratori e le lavoratrici sportive, rendendoli ancora più esposti e fragili", hanno spiegato.

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"Chiediamo semplicemente di essere trattati come tutti gli altri lavoratori – hanno concluso —. Senza stipendi come possiamo mangiare? Alcuni di noi aspettano ancora i soldi di gennaio".

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