Bimbo nato negli Usa con due papà, il tribunale ordina di 'riconoscerlo': "Il sindaco non vuole"

Il tribunale di Milano ha ordinato al comune di riconoscere un bimbo nato da due padri

Negli Usa, nonostante un primo "errore", sono considerati entrambi genitori a tutti gli effetti. In Italia, invece, per far valere quello che secondo loro è un sacrosanto diritto, hanno dovuto rivolgersi ai giudici. E alla fine hanno vinto. 

Il Tribunale di Milano ha ordinato all’Ufficiale di Stato civile del comune di rettificare l’atto di nascita di un bambino di quattro anni nato negli Stati Uniti, in modo che anche in Italia il suo certificato riporti l’indicazione che i suoi genitori sono due padri.

"È la quinta volta che il Tribunale di Milano ordina a palazzo Marino di trascrivere certificati con due papà - sottolinea Rete Lenford, che sta seguendo il caso -, ma il sindaco, nella sua qualità di Ufficiale di stato civile, continua a non accogliere le richieste di trascrizione provenienti da coppie di padri, costringendoli a rivolgersi al Tribunale".

È proprio Rete Lenford a ripercorrere le tappe della storia del piccolo: pochi giorni dopo la nascita negli Usa, l’atto di nascita era stato trascritto presso lo Stato civile del Comune di Milano con la sola indicazione del padre biologico "copiando" il certificato originale di nascita californiano. Poco dopo, però, i genitori avevano ottenuto dalle autorità americane la rettifica dei documenti del figlio. Era andata diversamente, invece, con palazzo Marino, che aveva rifiutato di correggere il certificato. 

"Tale rifiuto - evidenziato da Lenford - si è ripetuto per molte altre coppie di padri. Lo stesso Comune, invece, da diversi mesi procede correttamente alla registrazione degli atti di nascita dei bambini con due madri".

A quel punto, assistiti dagli avvocati Manuel Girola, Giacomo Cardaci e Luca Di Gaetano, i due papà si sono rivolti al tribunale e hanno ottenuto l'ordine - impartito al comune - di "trascrizione integrale dell’atto di nascita rettificato negli Stati Uniti, recante l’indicazione di entrambi i padri".

"Invitiamo il Comune di Milano, da sempre in prima linea nella tutela delle persone omosessuali, ad allinearsi alle amministrazioni che già da tempo riconoscono i diritti fondamentali dei figli di due papà, evitando per loro i gravi pregiudizi e i rischi che subiscono a causa della mancata trascrizione - hanno commentato i tre legali -. Il rifiuto a trascrivere determina un inutile ricorso al tribunale con aumento delle procedure, dei costi e dei tempi per l’intera collettività».

"Nel trascrivere gli atti di nascita - ha commentato la Presidente di Rete Lenford, Miryam Camilleri - il sindaco è chiamato a seguire il diritto e non un indirizzo politico della sua maggioranza e i provvedimenti del tribunale non lasciano dubbi sulla legittimità di tali trascrizioni, che garantiscono l’interesse del bambino ad avere due genitori, non rilevando nel caso concreto le modalità fecondative adottate".

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