Certificato di idoneità statica, troppo pochi i palazzi in regola: scadenza prorogata

Ancora un anno di tempo per i circa 11 mila edifici che mancano all'appello: solo un migliaio hanno prodotto finora il certificato

Milano

Il 26 novembre scade l'obbligo di produrre il certificato di idoneità statica per gli edifici milanesi più vecchi di 50 anni. Il certificato è stato reso obbligatorio dal Comune di Milano per prevenire eventuali crolli nel 2014 dall'allora assessora all'urbanistica Lucia De Cesaris. Ma è solo da tre anni, con la nuova giunta, che il provvedimento è diventato operativo (e quindi un obbligo a tutti gli effetti), quando cioè il Comune di Milano e l'ordine degli ingegneri si sono accordati sul protocollo da seguire.

Certificato di idoneità statica: «Può costare anche 800 euro a famiglia»

Per i 9 mila palazzi più vecchi di 50 anni già in possesso del collaudo statico, la scadenza del certificato è fissata al 2024. Restano dunque circa 12 mila edifici. Di questi, però, ne sono stati depositati finora appena 958. Inevitabile la proroga di un anno già decisa dalla giunta di Palazzo Marino, che ha accolto in tal senso una osservazione al Piano di Governo del Territorio. Sarebbe impensabile che 11 mila palazzi presentino il certificato nel giro di un mese e mezzo, anche se il ritmo è aumentato negli ultimi mesi. Basti pensare che in tutto l'anno 2017 ne erano stati presentati appena 25 e a marzo 2019 erano 300. Gli uffici del settore urbanistica lavorano comunque a riscrivere le scadenze integralmente, prevedendo ulteriori rinvii a seconda dell'età effettiva dell'edificio e di altri parametri. 

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Se manca certificato, impossibile vendere

Ma quali sono le conseguenze se il certificato fa emergere problemi? Il condominio è tenuto, entro due anni, a porvi rimedio, altrimenti il certificato viene annullato e questo comporta l'impossibilità di effettuare un rogito per vendere un appartamento. Conseguenze importanti, quindi. E non si tratta di eccezioni: delle quasi mille richieste già presentate, 230 presentano problemi (anche strutturali) a cui porre rimedio entro i due anni di cui si diceva. Quasi un terzo. Tra i problemi riscontrati, i balconi da sistemare o le crepe sui muri, così come le facciate sgretolanti.

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