Scali Farini e San Cristoforo, svelato come saranno: due parchi lineari con bosco e acqua

Presentato il vincitore del concorso del masterplan: gli studi Oma e Lp. «Non ci saranno elementi iconici»

Il rendering del masterplan dello Scalo Farini

Nessuna "eccezionalità" per lo Scalo Farini e lo Scalo San Cristoforo: i due parchi lineari che domineranno gli scali non saranno scenari di alcun record. E' forse questo l'elemento distntivo del progetto "Agenti Climatici", del team Oma e Laboratorio Permanente, che ha vinto il concorso indetto dai proprietari delle aree (Sistemi Urbani del gruppo Fs e Coima per il 10% dello Scalo Farini) per rigenerare e recuperare due spazi enormi della città.

E la chiave dei due masterplan (presentati sommariamente a Palazzo Marino giovedì 11 aprile, poche ore dopo la conclusione del concorso) è proprio la volontà di integrare e "continuare" la città e i suoi quartieri, piuttosto che realizzare qualcosa di nuovo e non connesso. L'idea, anzi, di un verde continuo tra la Biblioteca degli Alberi e lo Scalo Farini, ma in prospettiva anche più oltre fino a Expo-Mind, è stata più volte richiamata durante la presentazione.

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Scalo Farini "disponibile" da quasi subito ai cittadini

Due parchi, si diceva. Uno, a Farini, col dominio del verde; l'altro, a San Cristoforo, del blu dell'acqua. Entrambi i progetti sono pensati per essere modulari: non è dato sapere, da qui al 2030 ed oltre, se e come saranno mutate le condizioni (del mercato immobiliare e dell'economia) per poter stabilire a priori ogni dettaglio del futuro delle aree.

Nello Scalo Farini sarà distintivo il recupero di edifici pre-esistenti, primo tra tutti quello che diventerà sede dell'Accademia di Brera (che ha "fame" di spazio). Il masterplan permetterà inoltre ai cittadini (grazie al contributo di Tempo Riuso) di usufruire dello Scalo Farini entro pochi mesi, con una bonifica e interventi di realizzazione di luoghi verdi temporanei, per integrare (quasi) immediatamente lo scalo con il tessuto urbano dei quartieri circostanti.

L'acqua sarà protagonista dello Scalo San Cristoforo, con una grande vasca di filtraggio balneabile in alcuni punti al centro dell'oasi naturalistica lineare. L'intero spazio verde (o meglio, verde-blu) a sud-ovest di Milano sarà in parte usufruibile dalle persone e in parte dedicato ai "non umani", e la vasca depurerà le acque recuperate dal sistema di fontanili caratteristico del Parco Agricolo Sud. 

Punto d'inizio

La conclusione del concorso per il masterplan è comunque solo un punto d'inizio. Ora comincerà la fase di ascolto dei tre Municipi coinvolti (8 e 9 per Farini, 6 per San Cristoforo), entro il 4 giugno 2019 si esprimerà il consiglio comunale. «Ringrazio, ed è inusuale in questi casi, anche la politica e il consiglio comunale», ha affermato Pierfrancesco Maran, assessore all'urbanistica, durante la presentazione: «Discutiamo un masterplan che prevede mille appartamenti in housing sociale e l'obbligo del 64% di verde pubblico, elementi che non erano inizialmente previsti, grazie al consiglio comunale che ha deciso in tal senso».

«Avevamo la necessità di riabilitare una parte dell'edificazione esistente», ha spiegato Dominique Perrault, presidente della giuria: «E occorreva tenere conto della necessità di realizzare spazi e quartieri di cui i cittadini si possano "appropriare". Volevamo che si realizzasse un pezzo di città inclusivo con usi differenziati e popolazioni diverse, in grado di coniugare natura e architettura, ecologia e infrastrutture».

«E' stato un progetto non autoriale e di enorme complessità. Progettare un pezzo di città non può essere frutto di una sola mente», hanno affermato i portavoce di Oma e Laboratorio Permanente, studi che hanno già lavorato a Milano, ad esempio (rispettivamente) per Fondazione Prada e Bagni Misteriosi. «Lo abbiamo chiamato "Agenti Climatici" perché questo nome interpreta una delle sfide future. Gli elementi fondanti sono un bosco lineare per depurare l'aria e raffreddarla a Farini e un sistema di depurazione delle acque a San Cristoforo».

Un progetto, come si è detto, anti-iconico che, forse proprio per questo, è risultato vincente.

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