Smog, la classifica italiana: Milano la sesta peggiore città

Male tutta la pianura padana, Brescia la città più inquinata d'Italia

Repertorio

Pubblicato da Legambiente il dossier annuale Mal'aria sull'inquinamento atmosferico, riferito ai dati del 2018. Non positiva la situazione generale in Lombardia, che soffre per l'emergenza smog nella maggior parte dei mesi dell'anno. Secondo Legambiente il principale responsabile delle emissioni di polveri sottili e ozono è il traffico, in particolare delle auto private. Dal prossimo mese, a Milano, partirà la grande ztl Area B.

Sono ben 150 le giornate "fuorilegge" a Brescia, cioè quelle in cui le polveri sottili o l'ozono (che derivano da una stessa 'fonte' inquinante, gli ossidi d'azoto) hanno superato i limiti imposti dalla normativa. Con 149 segue Lodi, poi Monza (140) e Milano (135), sesta in Italia. Ciascuna città, logicamente, ha le sue peculiarità. Ad esempio a Lodi l'inquinamento viene influenzato dagli allevamenti intensivi.

Una delle centraline "peggiori" al riguardo del Pm10 (polveri sottili) è stata quella di viale Marche a Milano, con 74 giorni di superamento del limite di legge (50 μg/mc). Per quanto riguarda l'ozono, ancora Brescia e Monza sono tra le città peggiori (103 giorni e 89 giorni). 

«Le misure di limitazione delle emissioni devono diventare una priorità politica e amministrativa – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –. Nonostante l'esistenza dell'Accordo di programma per il miglioramento della qualità dell'aria del bacino padano, infatti, tuttora si continua a procedere per deroghe. Oggi la sfida per Regione Lombardia deve essere quella di ridurre il tasso di motorizzazione e di fare della mobilità sostenibile il motore del cambiamento. È necessario ripensare le città per le persone, non per le auto, con regolamenti che disincentivino l’uso delle automobili, incentivando davvero la mobilità sostenibile, potenziando il trasporto pubblico locale, urbano e pendolare e prevedendo reti ciclabili che attraversino nelle diverse direttrici i centri urbani, prendendo esempio dalle maggiori città europee che si muovono in questa direzione già da tempo». 

Ogni anno in Europa, stando ai dati dell’Agenzia Europea per l’ambiente, sono oltre 422 mila le morti premature all’anno per inquinamento atmosferico e l’Italia si colloca tra i paesi europei peggiori, con più decessi in rapporto alla popolazione, pari a più di 60.600 nel solo 2015, di cui 20.500 riconducibili al biossido di azoto, mentre 3.200 sono legate ad alte concentrazioni di ozono.

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