Statale, antagonisti bloccano convegno sull'aborto: dal bar si trasferisce ai giardini

È accaduto il 20 marzo in via Festa del Perdono, in un bar vicino all'Università. "Pubbliche scuse da parte del bar", scrive Milano in Movimento. Viale: "Contestazione sbagliata"

La conferenza ai giardini (foto Silvio Viale, Fb)

"Gli studenti di Scienze Politiche e delle altre facoltà della Statale si sono riuniti davanti al bar organizzando un presidio e numerosi interventi in cui hanno ribadito che non sono disposti a cedere i diritti conquistati con centinaia di anni di lotte femministe e alla legge 194". Così il gruppo Milano in Movimento ha annunciato l'iniziativa con cui nella mattinata del 20 marzo alcuni studenti universitari della Statale hanno bloccato una conferenza sull'aborto.

L'evento era stato organizzato dalla lista di destra dell'ateneo 'Azione Universitaria', che aveva dato appuntamento ai partecipanti all'interno nel bar 'C'era una Volta', di fronte alla sede di via Festa del Perdono dell'Università degli Studi di Milano. "L’incontro è stato fatto saltare - continua Milano in Movimento -, con pubbliche scuse da parte del bar che si è dissociato dalle idee di Azione Universitaria".

Il riferimento al Congresso delle Famiglie di Verona

Gli studenti che hanno voluto impedire lo svolgimento dell'incontro hanno sottolineato l'importanza di "non lasciare spazio alla retorica fascista che cerca di legittimarsi con l'escamotage della presenza del 'contraddittorio'". L'evento inoltre è stato inteso come un'occasione per ricordare quanto accadrà a Verona, dove nei prossimi giorni avrà luogo il Congresso Mondiale delle Famiglie, iniziativa molto contrastata per la sua "matrice discriminatoria", come l'hanno definita alcuni esponenti del Pd, e per "le idee retrograde e i messaggi intolleranti", che secondo alcuni militanti del M5S il Congresso proporrebbe. 

"Come studenti e studentesse - hanno scritto gli organizzatori del presidio alla Statale - ciò che possiamo e dobbiamo fare è portare il conflitto all’interno dei luoghi della cultura, non lasciare spazio a chi diffonde idee fasciste e sessiste".

All'incontro anche "il medico più abortista d'Italia"

Dopo essere stati interrotti all'interno del bar, i relatori e il pubblico hanno proseguito la conferenza ai giardinetti di largo Richini, all'aperto, grazie anche al clima favorevole. Tra gli altri lo rende noto anche Silvio Viale, che insieme ad Andrea Natale (ginecologo dell'ospedale Macedonio Melloni) era stato invitato da 'Azione Universitaria' a parlare agli studenti. Viale, torinese, medico e dirigente radicale, è da alcuni considerato "il medico più abortista d'Italia" e in particolare è stato il principale promotore dell'introduzione della pillola abortiva Ru486 sperimentata per la prima volta nel suo ospedale, il Sant'Anna. Natale invece è membro del direttivo del Movimento Ambrosiano per la Vita.

Proprio Viale, con un lungo post su Facebook, ha dichiarato: «Non resta che constatare come io sia stato, mio malgrado, protagonista di una giornata di lotta sulla Legge 194 in difesa di uno Stato Laico contro gli oscurantismi ideologici e religiosi. Una cosa è contestare le posizioni di 'Azione Universitaria', altra cosa è impedire una conferenza sulla 194 con la presenza di chi la applica davvero».

E ha concluso: «L’unico cruccio è di avere dovuto sacrificare le slide, che riferivano delle oltre 30 mila interruzioni volontarie di gravidanza fatte al Sant'Anna di Torino da quando c’è la Ru486. Nel 2018 le Igv del primo trimestre con la RU486 sono state il 49%, superando il 50% se si considerano anche le interruzioni terapeutiche di gravidanza del secondo trimestre».

Azione Universitaria: «Gruppi di facinorosi»

«I soliti gruppi di facinorosi, che si arrogano il diritto di parlare a nome dell’intera comunità universitaria, si sono ben guardati dal partecipare in maniera costruttiva al dibattito, aperto a tutti, ma hanno scelto la strada del sopruso, cercando ancora una volta di impedire lo svolgimento di una legittima attività di espressione del pensiero, imperniata sulla dialettica delle opinioni», scrive 'Azione Universitaria' in una nota di condanna per quanto accaduto.

'Azione Universitaria' si scaglia in particolare contro «l'intimidazione effettuata nei confronti del titolare del locale in cui si sarebbe dovuto svolgere l’evento e nei confronti degli studenti che si stavano recando ad assistervi, cosa che ci ha visti costretti a svolgere il dibattito all’aperto».

«Non è vero - dichiara William Grandonico di 'Azione Universitaria' - che si trattava di una 'conferenza antiabortista'. I nostri ospiti, un ginecologo antiabortista e un ginecologo pro aborto, con la massima disponibilità ci hanno spiegato le loro visioni e le visioni della comunità scientifica e medica su questo tema. Al di là delle manifestazioni e delle classiche pagliacciate dei soliti noti, l'evento si è svolto lo stesso. È stata una bella occasione per riflettere su una questione importante e molto cara alla nostra società».

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