Ragazza 'isolata' al Brera perché diabetica, un altro caso: 16enne costretto a cambiare liceo

Un altro caso di studente col diabete di tipo 1 "ostracizzato" nell'istituto artistico. La lettera di fuoco ai docenti firmata da un medico del Niguarda: "Si pretende più collaborazione"

Spunta un nuovo caso di studente diabetico che ha incontrato diverse difficoltà al Liceo artistico di Brera, dopo la storia della 18enne Shaymaa la cui situazione è "esplosa" recentemente. Questa volta i fatti risalgono al 2016 e riguardano un ragazzo all'epoca 16enne studente di terza - che preferisce restare anonimo -, i cui genitori gettarono la spugna e decisero di trasferirlo in un'altra scuola dopo una serie di ostacoli che provocarono anche lo sdegnato (e inutile) intervento del medico che seguiva il ragazzo dal Niguarda.

Al giovane era stato diagnosticato il diabete mellito di tipo 1 nel 2014. Per un anno (raccontarono i genitori nella "email di addio" al Liceo Brera) la malattia era stata «gestita a scuola in modo corretto e sereno». Poi l'improvviso cambio di atteggiamento. «Nostro figlio - scrissero i genitori - è stato per ben due volte trattenuto in classe da una professoressa, in piena crisi ipoglicemica, senza il permesso di uscire, per dodici/quindici minuti, quando aveva bisogno urgente di zuccheri. La coordinatrice di sede ha inutilmente invitato la docente a far uscire il ragazzo».

Il diabete mellito di tipo 1 non pregiudica in alcun modo il rendimento e la capacità nello studio e nel lavoro. Ma va preso sul serio. Pochi gli accorgimenti: l'auto iniezione di insulina quando la glicemia è alta, l'assunzione di zuccheri quando si abbassa, la puntura di glucagone (sottocutanea o intramuscolare) quando si abbassa troppo per evitare la perdita di coscienza, evenienza comunque assai rara ma che può capitare. 

Abbiamo visto che, nel caso di Shaymaa, la situazione è precipitata dopo la richiesta di conservare il glucagone nei locali scolastici; ma anche la ragazza, così come il 16enne, ha testimoniato di aver dovuto subire, in precedenza, una sorta di fastidio da parte di una sua docente. Evidentemente quello di Shaymaa non è stato un caso isolato. 

I genitori dello studente si rivolsero anche all'Ufficio scolastico regionale, diretto da Marco Bussetti, ora ministro dell'Istruzione, che - come testimoniato dai documenti in possesso di MilanoToday - si limitò a sottolineare che "l'operato" e "i chiarimenti forniti dalla dirigente scolastica" erano apparsi "adeguati in relazione al caso in questione", per cui non c'erano "i presupposti per ulteriori interventi".

"Tu e la tua malattia non siete graditi"

«Non siamo genitori che difendono sempre e comunque il proprio figlio, che non è un ragazzo facile e va sanzionato in qualunque momento si ponga fuori dalle regole della vita scolastica», scrissero i genitori nella stessa email inviata alla dirigenza della scuola, «ma non accettiamo che le colpe ricadano sempre e solo su di lui, quando, ad esempio, gli si è fatto notare che quando si faceva le iniezioni di insulina "era troppo plateale" o quando si è passati, sempre da parte dell’insegnante, a veri e propri insulti, tipo "tu e la tua malattia non siete graditi in questa classe"!».

Il ragazzo ovviamente subì il peso di situazioni del genere e, una volta, reagì con una parola di troppo verso una docente. Così venne puntio col 6 in condotta nel primo quadrimestre e con un'espulsione quaranta giorni dopo il fatto, nonostante il regolamento del liceo preveda al massimo sette giorni d'attesa. L'espulsione è ricaduta nel secondo quadrimestre con conseguenze anche sulla pagella finale. 

Il medico si indigna: la lettera di fuoco

E anche il medico che dall'ospedale Niguarda seguiva il 16enne intervenne più volte. MilanoToday è entrata in possesso di una missiva dello specialista, risalente a febbraio 2016, i cui toni di fuoco, mitigati soltanto dal linguaggio ovviamente cortese, parlano chiaro. Il dottore - Federico Bertuzzi, dal 2009 dirigente di Diabetologia - scrive che il ragazzo «vive con angoscia» la gestione del diabete durante le ore scolastiche.

«Si pretende - prosegue il medico - una maggior collaborazione e comprensione da parte del corpo docenti in mancanza della quale è compromesso il progetto clinico in atto». E poi l'affondo: «E' inaccettabile e anacronistico che ancora oggi possano sussistere atteggiamenti di incomprensione e sottovalutazione della psicologia e dei problemi fisici di un adolescente che deve accettare la difficile realtà di essere affetto da una malattia cronica come il diabete mellito».

Nonostante questo tono perentorio, non sembra che la questione si sia risolta positivamente, tanto che, come abbiamo detto, alla fine il ragazzo dovette cambiare scuola per liberarsi di una situazione per lui divenuta angosciante. «Togliamo il disturbo - scrissero i genitori chiudendo la loro email di commiato alla scuola - convinti da una frase che ci ha detto nostro figlio, non senza emozione, qualche sera fa: "Non posso sempre scusarmi per qualcosa che non ho scelto"».

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