A Milano è festa antirazzista: in 10mila al pranzo multietnico, con Sala "anti Salvini"

Tavolata da record al parco Sempione. E il sindaco attacca il ministro degli Interni

Sala all'apertura della festa

Centosessanta comunità etniche. Cinesi con gli immancabili dragoni, peruviani con gli abiti tipici, donne arabe con il velo. E ancora nigeriani, ghanesi, senegalesi con tamburi e musica. Tutti insieme a tavola, tutti insieme - naturalmente - "senza muri". 

Successo da record per "Ricetta Milano", l'evento organizzato dal comune di Milano e da oltre duecento associazioni che ha trasformato Parco Sempione in una enorme mensa a cielo aperto fatta di suoni, colori e musica. Dall'Arco della Pace a piazza del Cannone sono stati sistemati 1300 tavoli e 2600 panchine che accolto le oltre diecimila persone che hanno voluto rispondere presente all'appello lanciato, in primis, dall'assessore alle politiche Sociali, Pierfrancesco Majorino, che tanto aveva scommesso su questa giornata. 

Foto - Sala, Majorino e Delpini al Parco

Tavolata al Parco Sempione Insieme senza muri 1

Sala: "Io sono l'anti Salvini"

E il primo a parlare è stato proprio lui. “Abbiamo organizzato oltre 170 iniziative in 35 giornate per Insieme senza muri, che si conclude con questa giornata gioiosa e di festa”, ha rivendicato con orgoglio. Poi, è stata la volta del sindaco Sala, che non ha risparmiato - anzi - una frecciatina al ministro degli Interni, Matteo Salvini. 

"Le paure ci sono, tutti le hanno, anch'io. Però Milano le paure le gestisce, non le butta addosso agli altri - ha spiegato il primo cittadino -. La prima cosa che voglio dire è che Milano non ha paura della diversità, perché ci costruisce un futuro e lo fa da 26 secoli, integrando e mettendo insieme le qualità di tutti noi. Affrontiamo le nostre legittime paure ma amiamo la diversità". Quindi, ecco il "piatto" forte: "Sono l'anti Salvini a Milano, qui c'è un modello che può funzionare. Voglio portare avanti il nostro modo di fare e far seguire i fatti alle parole. La nostra proposta - ha spiegato l'inquilino di palazzo Marino - è quella di lavorare su un piano nazionale per la gestione dell'immigrazione, ma usando Milano come test che si basa su due principi: abbreviare i tempi per definire quanto è legittimo che un immigrato possa stare in Italia, poi fare una riflessione profonda su quelli che sono i lavori socialmente utili in Italia". 

"È il momento - ha concluso Sala - di offrire una alternativa, se crediamo che la via di Salvini e di altri nel mondo sia sbagliata. L'alternativa nasce da azioni simboliche ma anche dalla capacità prima di accoglienza e poi di integrazione".

Tavolata al Parco Sempione Insieme senza muri 7

"Benedetta sei tu Milano"

Parole d'amore per Milano sono arrivate anche dal cardinale Mario Delpini. "I cristiani usano invocare la benedizione di Dio sulle pietanze e sui commensali. Benedetta sei tu Milano per il sole, per il cielo, per la tua gente, per i multicolori volti della tua gente, perché hai tanti luoghi dove la gente si incontra e può far festa, perché sei capace di operare con efficienza e solidarietà - la 'preghiera' dell'arcivescovo meneghino -. Per la folla sterminata che si dedica a far del bene nel volotariato, per le tue chiese, per la pluralità delle confessioni e delle religioni che cercano di essere assieme". 

E ancora, ha continuato il religioso: "Perché sei capace di dar da mangiare a tutti quelli che arrivano, per la qualità del tuo cibo, per l’intensità della tua cultura, perché dai voce a chi non ha voce e vieni in soccorso a chi non ha soccorso. Io sono qui - ha concluso - per dire la benedizione di Dio su tutti coloro che fanno il bene”. 

Saviano sul palco a Milano

Dopo il pranzo - in parte offerto dagli sponsor e in parte portato da casa dai presenti - la festa si è spostata sul palco del teatro Buzzi, dove - dopo le risate con i comici di Zelig e la musica della Treves Blues Band - ha preso la parola Roberto Saviano, da giorni "nel mirino" proprio di Matteo Salvini, che ha annunciato prossime valutazioni sulla necessità della scorta allo scrittore, da anni sotto le minacce della camorra. 


"Improvvisamente diventi bersaglio. E la scorta diventa un elemento su cui misurarsi - le parole di Saviano - È terribile che un ministro parli pubblicamente di protezione, sono temi delicatissimi. Non puoi non sapere l'Abc del tuo mestiere", ma - ha aggiunto - "sa che più la spara grossa più ha consenso. La sua strategia è toccare tutto ciò che sui social ha picchi, dai migranti ai vaccini. Segue tutto, ma in realtà non approfondisce mai nulla. È solo teatro, sono solo balle, solo propaganda".  

"Dovrebbero ricordare ogni volta a Salvini i 50 milioni di euro rubati dalla Lega allo stato italiano. È una sentenza definitiva della Cassazione quella sui rimborsi elettorali falsi - ha sottolineato lo scrittore -. Perché non creiamo un restitution day?. Restituisca i soldi, poi inizi a parlare".

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E ancora, sempre Saviano, sulla questione "censimento rom" proposta dal ministro degli Interni. "Dirlo con quei toni, senza approfondire mai, perché il suo gioco è quello, vuol dire lasciare intendere il gioco della stella, il marchio. Significa voglio le liste. Noi ci difendiamo solo conoscendo. Il diritto alla complessità è la nostra resistenza. Dobbiamo tornare a essere fieri di rappresentare la nostra storia, dobbiamo meritarcela la nostra storia. Dobbiamo resistere. Basta lasciare il web a gente pagata dalla Lega che fa video deliranti. La risposta è prendersi del tempo, riflettere, non c'è altra strada. Ormai non leggere i libri è una cosa di cui andare orgogliosi, è una cosa del popolo. Noi - ha concluso - dobbiamo fidarci solo di chi è complesso".

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