"Gli aumenti di Trenord potevano essere rinviati": scontro tra Comune e Regione

Regione: "Il comune ha fatto una fuga in avanti con il nuovo ticket". E nel frattempo cambiano, in meglio, le procedure per chiedere il rimborso

Immagine repertorio

Le certezze per i pendolari che usano il treno sono due. La prima, quella percepita maggiormente, è che l'abbonamento è aumentato (ma verrà rimborsato). La seconda, invece, riguarda le polemiche tra Regione Lombardia, che controlla Trenord, e il comune di Milano, che controlla Atm. Attacchi e rimpalli di responsabilità. In pratica un continuo scaricabarile. E il tema è sempre e solo uno: la tariffa integrata introdotta con il biglietto Stibm.

Ed è una battaglia a suon di dichiarazioni. "La fuga in avanti dell'agenzia Tpl di Milano ha generato storture al sistema e disagi a cui la Regione sta concretamente cercando di porre rimedio", ha dichiarato l'assessore regionale ai trasporti Claudia Maria Terzi nella giornata di giovedì 10 ottobre durante un confronto con i rappresentanti dei viaggiatori.

"Non raccontino storielle, abbiano il coraggio delle loro azioni, non si nascondano", ha replicato nella mattinata di venerdì 11 ottobre l'assessore ai trasporti Marco Granelli: "hanno deciso unilateralmente il 31 luglio 2019 di non scaglionare l’aumento nei 5 anni, ma di farlo subito il 1 ottobre 2019 e tutto insieme. La legge permette 5 anni di scaglionamento ma non l'hanno utilizzata".

Il biglietto Stibm

Dal 15 luglio, come è noto, il biglietto del trasporto urbano milanese è aumentato a 2 euro. In realtà questo è soltanto un piccolo "dettaglio" di un provvedimento di ben più ampio respiro, l'integrazione tariffaria tra mezzi pubblici di diverse compagnie di trasporto nell'area milanese e brianzola. All'integrazione, all'ultimo momento, ha aderito anche Trenord, con i treni che quindi si vanno a "integrare" nella tariffa di trasporto. In pratica, con un biglietto o abbonamento si possono usare i treni e/o i mezzi pubblici.

Trenord ha iniziato a vendere i nuovi tagliandi a partire dal 1° ottobre, giorno in cui sono spariti gli abbonamenti "solo treno", che chiaramente costavano meno degli abbonamenti integrati (mentre per chi già usufruiva sia del treno sia dei mezzi pubblici, gli abbonamenti integrati convengono, e anche di parecchio). La notizia che gli abbonamenti "solo treno" sono stati cancellati ha fatto infuriare i pendolari, o almeno coloro che non usano anche gli altri mezzi pubblici.

Il "balletto" sui rimborsi degli abbonamenti

La Regione aveva promesso che non ci sarebbero stati aumenti per chi utilizza solo il treno. ""I meccanismi compensativi, che Trenord renderà noto nei prossimi giorni, andranno a coprire integralmente i rincari", aveva dichiarato il 16 settembre l'assessore Claudia Maria Terzi. E così è stato, anche se nel mezzo c'è stato un vero e proprio balletto: Trenord, infatti, aveva diramato una nota ufficiale in cui aveva fatto sapere che il rimborso avrebbe riguardato solo 9 mesi su 12, salvo poi rettificare — cinque giorni dopo — che il comunicato inviato era sbagliato e che il rimborso avrebbe coperto tutto l'anno.

Trenord è tornata sui suoi passi anche sulla procedura per chiedere il rimborso della tariffa (pari alla differenza fra vecchio abbonamento ferroviario e nuovo abbonamento Stibm), anche se il vero banco di prova sarà gennaio quando i primi utenti potranno chiedere i primi rimborsi.

Come chiedere il rimborso: tutti i dettagli

Perché gli abbonamenti sono aumentati: la posizione della regione

"Mantenere i titoli di viaggio solo per il treno avrebbe significato applicare un rincaro del 10 per cento l'anno su tutto il territorio regionale e non solo sul territorio sul quale si sta realizzando la prima parte dell'integrazione — ha spiegato in una nota, giovedì pomeriggio, l'assessore Terzi —. Questa decisione è andata di pari passo con l'obbligatorietà imposta a Trenord di provvedere ad azzerare completamente il rincaro per i pendolari storici monomodali attraverso il sistema deirimborsi".

Abbonamenti più cari: la posizione di Palazzo Marino

Regione e Trenord, secondo Granelli "hanno scelto di fare subito l'aumento per poter avere le risorse derivanti dall'aumento, e con parte di quelle ora dicono che compensano i pendolari, ma pochi e per un anno. Pensando di dare la colpa a Milano. Difatti nella loro delibera del 31 luglio hanno obbligato il Comune di Milano a concludere l’accordo commerciale con Trenord entro il 15 settembre e Agenzia a firmare intesa entro il 30 settembre, pena il taglio dei finanziamenti del 3%: un ricatto di circa 24 milioni di Euro".

Trenord: "Procrastinare il problema avrebbe solo spostato la questione".

“Procrastinare Stibm avrebbe solo spostato il problema di qualche anno, non evitando aumenti progressivi che la Regione avrebbe dovuto applicare per colmare il gap tra ferro e gomma che già costa (a parità di chilometri) il 30 per cento in più — ha dichiarato l’amministratore delegato di Trenord Marco Piuri —. Mantenere un doppio sistema sarebbe stato contro il principio stesso dell’integrazione cui l’ente regolatore ha deciso di aderire e avrebbe significato applicare periodicamente un rincaro di tutte le tariffe su tutto il territorio regionale e non solo sul territorio sul quale si sta realizzando la prima parte dell’integrazione".

"Non aderendo a Stibm il sistema ferroviario avrebbe creato un danno enorme a decine di migliaia di persone che già oggi godono dei benefici dell’integrazione", ha precisato Piuri.

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