«I centri antiviolenza senza fondi»: l'allarme e l'iniziativa "saracinesca chiusa"

L'iniziativa nella giornata contro la violenza sulle donne

Foto ActionAid

In occasione della giornata internazionale contro la violenza di genere, ActionAid ha lanciato la campagna #Closed4Women ("chiuso per le donne"), per sensibilizzare i cittadini sulla difficile situazione dei centri antiviolenza, che per mancanza di fondi rischiano di chiudere. All'iniziativa hanno aderito alcuni negozi di via Spallanzani, in Porta Venezia, con otto saracinesche chiuse e otto volti di donne vittime di violenze e attiviste per i diritti di genere.

«I fondi erogati agli spazi per le donne, nel 2018, sono stati lo 0,4% del disponibile. Un dato che porta le donne che lavorano nei centri a vivere in una condizione di estrema precarietà: non si riescono a pagare né i salari né le bollette. E chi bussa ai centri rischia di trovare la porta chiusa», il commento di Elisa Visconti, responsabile di Programmi ActionAid Italia.

«Il clima politico a livello nazionale negli ultimi tempi fa temere una retrocessione nel rispetto dei diritti umani delle donne. Sono necessari a livello locale esempi virtuosi che possano ispirare strategie nazionali, che riconoscano la lotta ad ogni forma di discriminazione e violenza contro le donne, come una priorità istituzionale ad ogni livello», ha aggiunto Visconti.

All'evento erano presenti anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala, la responsabile di Ala Sportello Trans Antonia Monopoli e Simona Ammerata della Casa delle donne Lucha y Siesta di Roma, oltre alle ambasciatrici di #Closed4Women, le attrici Lunetta Savino e Amanda Sandrelli.

«Quando affronto questo tema non so mai se drammatizzare o meno, se partiamo dai dati leggiamo che la situazione sta peggiorando, il numero di femminicidi nell'ultima fase è più alto che mai e l'impegno di tutti deve aumentare», ha dichiarato Sala durante il proprio intervento: «Al di là della campagna 'Ci metto la faccia', che per me ha un significato particolare, quello che sento io è che molto dipende da quanto gli uomini si facciano carico del tema». Il sindaco ha ricordato l'apertura di un nuovo centro antiviolenza, prevista tra due giorni nel Municipio 5, impegnandosi a favorire la creazione di nuovi spazi entro la fine del proprio mandato affinché ogni Municipio di Milano ne abbia uno.

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Nella stessa situazione di difficoltà si trovano anche gli sportelli di supporto ai cittadini transgender, tra cui Ala, uno spazio rimasto attivo per 10 anni e finanziato principalmente dalla Chiesa Valdese ma chiuso lo scorso luglio per mancanza di fondi, la cui responsabile, Antonia Monopoli, si è rivolta al primo cittadino chiedendo un aiuto da parte delle istituzioni: «Ha avuto il nostro voto - ha ricordato Monopoli - e siamo qui per chiedere un contributo o un riconoscimento affinché ai cittadini transgender non vengano negati il diritto al lavoro e ad avere un luogo dove possano essere sostenuti assieme alle proprie famiglie durante il percorso di transizione da professionisti competenti. Anche questa è violenza».

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