Woody Allen, debutto alla Scala: il regista sale sul palco a sorpresa

Ha firmato la regia di "Gianni Schicchi" di Puccini e, contrariamente alle previsioni, alla fine è salito a prendersi gli applausi del pubblico scaligero

Instagram (leonardoascorti)

Alla fine Woody Allen è salito sul palcoscenico della Scala per raccogliere gli applausi del pubblico milanese. Il regista statunitense ha portato al teatro scaligero il suo allestimento del "Gianni Schicchi" di Giacomo Puccini, che aveva già rappresentato nel 2015 a Los Angeles. Non completamente nuovo, dunque, nella regia lirica, anche se nemmeno habitué, Allen (83 anni e 51 film in carriera) non avrebbe avuto intenzione di salutare il pubblico per non "rubare" la scena agli artisti, ma all'ultimo momento si è convinto ed è comparso anche lui.

Video: Allen sul palcoscenico della Scala (____clea_/Instagram)

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Alla Scala, sabato sera, erano in programma due atti unici da intenditori: "Prima la musica e poi le parole" di Antonio Salieri e, appunto, "Gianni Schicchi" di Giacomo Puccini, quest'ultimo con la regia firmata da Woody Allen (repliche l'8, il 10, il 15, il 17 e il 19 luglio). Per dare una idea della "nicchia" di cui si va parlando, stando al sito Operabase.com, in Italia dal 2004 al 2018 "Gianni Schicchi" è al 27esimo posto delle opere più rappresentate mentre "Prima la musica e poi le parole" non è tra le prime 50.

E questo con Puccini secondo compositore e Salieri cinquantesimo. Un abbinamento insolito vista la distanza di circa 130 anni tra le due composizioni. Senza contare che lo "Schicchi" di Puccini era il terzo atto unico di un trittico che però, contrariamente al volere del maestro lucchese, non viene quasi mai eseguito tutto insieme. Trait d'union il baritono pavese Antonio Maestri, che si è esibito in entrambe le opere.

Allen ha dichiarato che il suo Schicchi riecheggia il realismo cinematografico italiano degli anni '50, a partire da Vittorio De Sica. Un'opera comica che ha per protagonista Schicchi, faccendiere fiorentino (interpretato da MaestrI) che aiuta una famiglia nobile a falsificare il testamento di un loro congiunto, ma lo fa a suo vantaggio: fingendo d'essere il morente, al notaio che raccoglie a voce le sue ultime intenzioni detta l'istruzione di riservare la maggior parte dei beni a Gianni Schicci, ovvero a lui stesso. Scatenando l'ira dei mandanti del raggiro.

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